Maltrattamenti alla ex moglie: rinviato a giudizio 32enne di Corigliano

L’uomo, secondo l’accusa, si sarebbe recato a casa della donna a Cutrofiano per parlarle, ma la situazione sarebbe degenerata

Il gup del Tribunale di Lecce, Nicola Lariccia, ha rinviato a giudizio un 32enne di Corigliano d’Otranto con l’accusa di sequestro di persona, tentata violenza, maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti dell’ex moglie. L’uomo, secondo la ricostruzione dell’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore della repubblica del capoluogo salentino, Giuseppe Capoccia, la mattina del 18 gennaio 2009 si sarebbe recato nell’abitazione della donna a Cutrofiano, dove aveva abitato fino a poco tempo prima, per parlarle di alcune vicende. Ben presto, però, la situazione sarebbe degenerata, tanto da trasformarsi in un vero incubo per la vittima. L’imputato, con una scusa, avrebbe fatto prima allontanare da casa i figli (di 2 e 8 anni), chiedendogli di recarsi in chiesa, poi avrebbe legato l’ex compagna ad un termosifone con la cinghia di un accappatoio e l’avrebbe colpita ripetutamente. Il trentaduenne avrebbe anche tentato di violentare la donna, che sarebbe riuscita a liberarsi e a fuggire. Un tentativo comunque vano. Il presunto aguzzino avrebbe nuovamente raggiunto la vittima sul terrazzo della’abitazione, legandola questa volta a un palo utilizzato come sostegno per i fili dove viene solitamente messa ad asciugare la biancheria. L’imputato avrebbe continuato a insultare e colpire la donna, provocandole anche alcune ustioni con una sigaretta, fino ad un nuovo tentativo di violenza sessuale. A salvarla, questa volta, sarebbe stato il ritorno a casa dei figli, che avrebbe messo in fuga l’uomo. Anche in questo caso la donna, in qualche modo, si sarebbe liberata e avrebbe cercato di raggiungere i figli in cerca di aiuto. L’ex compagno avrebbe costretto il terzetto a salire in macchina e a seguirli fino a Corigliano. Giunti nel piccolo comune della Grecìa salentina, l’incubo di una normale giornata di follia vissuto dalla donna, sarebbe finalmente finito: la donna sarebbe riuscita a farsi riaccompagnare a casa. La versione fornita dalla donna non convince il legale dell’imputato, l’avvocato Elio Maggio, secondo cui la presunta vittima sarebbe giunta a Corigliano vestita e in condizioni apparentemente normali. La donna si sarebbe anche fermata a pranzo. Una tesi, questa, confermata anche dal padre presunto aggressore. La parola spetta ora ai giudici della Seconda sezione penale. Il processo si aprirà il prossimo 30 gennaio.

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