Castro val sempre una gita

Rocco Boccadamo: una giornata trascorsa a Castro

Sorridente e promettente mattino di fine ottobre. BJ110BS, Golf color argento metallizzato ormai ultra decenne, copre, al solito, d'un fiato i quarantotto chilometri di nastro d'asfalto che separano la capitale del Barocco dalla specialissima e amata località marina, eletta a luogo dell'anima, di Castro. Il giro a sinistra della chiavetta sul cruscotto arresta il rombo del turbo, come sempre, all'altezza di un posteggio della Piazzetta, a pochi passi dal portone della Cooperativa Adriatica, ovvero la pescheria storica e per antonomasia della Perla del Salento. La fama, meritata non a caso, nasce dal fatto che, in detto esercizio di vendita al dettaglio, le specialità ittiche, dalle varietà più ricercate e pregiate sino alle gustose e salutari specie di pesce azzurro, approdano qui con appena un salto – dice proprio il vero, l'attuale gestore Donato – direttamente dal porticciolo: non è raro, infatti, scorgere, nelle cassette allineate sul bancone, scorfani, lucerne, parasaule e anche saraghi ancora vivi e guizzanti. Vè, non solo in loco, un diffuso attaccamento alla cooperativa di che trattasi, a partire dalla sua costituzione, legame particolarmente sentito anche per via del ricordo della tragica scomparsa, intorno al 1950, del Presidente fondatore Luigi R, sorpreso da una violenta mareggiata mentre era intento a pescare nei pressi della Grotta Zinzulusa. Quella odierna, sembra una giornata speciale per la Cooperativa, alcuni soci aderenti stanno scaricando consistenti quantitativi di pescato, si registra un susseguirsi di veloci passaggi fra selezione di cassette, pesatura, conteggi, rilascio di ricevute. Gli stessi avventori presenti si mostrano presi dagli abbondanti arrivi, assistono di buon grado allo spettacolo, rinunciando, per una volta, alla frenesia e alla fretta di scegliere ed essere serviti subito per i propri singoli acquisti. L'eccezionale raccolto, purtroppo non quotidiano, degli operatori del mare castrensi, si pone in concomitanza di una distesa d'acqua, poco distante laggiù, che è proprio il caso di definire d'incanto. Per soppalco, un cielo azzurro senza ombra di nubi, strato calmo, tratteggiato da linee orizzontali a dividere zone di bianco perlaceo da altre di colore intenso blu, carezze scintillanti per opera dei raggi solari, aria cristallina e leggera, orizzonte nitido, temperatura dolce e tendente a lievitare lentamente verso l'alto con il progressivo innalzarsi del mattino. Davvero un immenso schermo in cinemascope intessuto di meraviglie, gioie, bozzetti incantevoli della natura. E, parallelamente, sembrano sorridere, intorno, le macchie di verde, le case, le antiche mura e le torri del Borgo. Intanto, poco al largo, molti i gusci di piccole imbarcazioni, cullati lievemente, con pescatori di mestiere e diportisti alle prese con lenze, conzi, traine e reti. Non c'è che dire, per l'affezionato visitatore in Golf, un appagamento fuori stagione che penetra fin dentro, imprimendo un dolce e piacevole stacco e stordimento nel menage della giornata. La qualcosa accentua, rende unico e imperdibile il gusto della scelta e dell'acquisto, sul bancone della Cooperativa, di un bell'esemplare di palamita e, ancor maggiormente, dopo un buon caffè, la sosta al sole con la rada di fronte e, nella mente, un'ideale nassa di pensieri, immagini e ricordi, di quelli che fanno bene. Lecce, 24 ottobre 2010 Rocco Boccadamo

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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