Presune tangenti su conti svizzeri. Archiviata inchiesta sulla Cosentino

Al centro dell’indagine, condotta dai magistrati elvetici su rogatoria, un bonifico di 50mila euro a favore di “Lady Asl” in una Banca di Lugano

Il procuratore federale della Confederazione Elvetica, Pierluigi Pasi, ha archiviato, per infondatezza della notizia di reato, il procedimento penale nei confronti di Lea Cosentino, ex Direttore generale della Asl di Bari, accusata di autoriciclaggio (un reato che non esiste nella nostra legislazione). Al centro dell’inchiesta, condotta dai magistrati elvetici su rogatoria, un bonifico bancario di cinquantamila euro eseguito in favore della Cosentino su un conto corrente riconducibile a “Lady Asl”, aperto in una banca di Lugano. Bonifico collegato, secondo gli inquirenti, ad un’ipotesi di corruzione commessa dalla stessa Cosentino. La transazione è stata eseguita, nell’autunno 2008, dal conto di una banca di Montecarlo a quello svizzero. Si tratta di un bonifico fatto estero su estero dall’imprenditore Rino Metrangolo, riconducile al gruppo Finmeccanica. Il nome di Metrangolo compare nelle indagini della procura di Bari sulla gestione della sanità pugliese e sulle presunte tangenti pagate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini a dirigenti, funzionari e primari delle aziende sanitarie. Di Metrangolo si parla a proposito della riunione del 21 gennaio 2009 nella sala privè dell’hotel De Russie di Roma. All’incontro parteciparono Metrangolo, Cosentino, Tarantini, e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della “Supernova” ed Enrico Intini. La conversazione tra i cinque fu intercettata dalla Guardia di finanza. Si parlava – secondo l’accusa – di alcuni appalti pubblici indetti o da indire dalla Asl Bari per la fornitura di servizi vari. La Cosentino ha sempre sostenuto che il bonifico non è frutto di una tangente ma il pagamento di un anticipo per la vendita di un appartamento di Lecce che, nell’autunno del 2008, ha ceduto ad una donna. Una tesi condivisa anche dai giudici elvetici, che hanno stabilito l’assoluta regolarità delle operazioni riferibili al conto svizzero. “Questa decisione – commenta il legale della Cosentino, l’avvocato Francesca Conte – è particolarmente decisiva ed importante, in quanto si ritenne da parte dell’autorità giudiziaria di Bari che il denaro depositato su un conto svizzero “datato” dall’avvocato Cosentino fosse riconducibile a rapporti di natura corruttiva, anche, e soprattutto, nell’ambito della più nota vicenda “Tarantini”. Questa difesa sin dal primo momento ha sostenuto con forza e convinzione l’assoluta estraneità della propria assistita a qualsiasi vicenda illecita”.

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