Su commercio e artigianato il Comune di Lecce è assente

Lo dice Rita Quarta (Pd). Per la consigliera manca una vera programmazione dell’amministrazione nello sviluppo dei due comparti

“Puntualmente la storia si ripete con lo stesso copione: in occasione delle festività di Sant’Oronzo o di quelle natalizie. Dove allocare le Fiere? Come organizzare il traffico? E puntualmente siamo costretti a decidere 'in emergenza' nonostante gli impegni reiterati di programmare ogni anno per tempo tali iniziative”. Lo scrive Rita Quarta, consigliera comunale del Pd a Lecce e componente della Commissione Annona. “Questa è la dimostrazione evidente – afferma – dell’assenza di una vera programmazione da parte dell’amministrazione inerente lo sviluppo di due comparti decisivi dell’economia cittadina: commercio e artigianato. Due settori che contano in totale oltre tremila aziende e che costituiscono il tessuto connettivo della nostra città, specie di quello della sua parte più antica. Ben altra attenzione, quindi, meriterebbero questi settori, soprattutto di fronte alla grave crisi economica che ha messo in ginocchio tante di queste attività a causa della caduta dei consumi. Non si può, quindi, non considerare come le festività siano, per queste attività economiche un’occasione per prendere una 'boccata di ossigeno', per cui le scelte amministrative non sono ininfluenti. La soluzione prospettata dal nuovo assessore al ramo Gigi Coclite di tipizzare la Fiera di Natale, ripristinandone l’antico significato e di sistemare la stessa nella Villa Comunale potrebbe essere, a mio parere, una buona soluzione purché sia condivisa dai soggetti interessati; una soluzione che, se valutata positivamente dal punto di vista tecnico, potrebbe non aggravare la già difficile situazione del traffico cittadino. Va da sé che una costante politica di concertazione tra i diversi soggetti interessati non deve essere vista come una sorta di abdicazione dell’amministrazione nei confronti degli artigiani e dei commercianti coinvolti, anzi questo deve essere il metodo per portare a sintesi e ricomporre i diversi interessi in campo, facendo prevalere l’interesse comune. E’ auspicabile a tal fine la creazione di un Tavolo permanente di concertazione presieduto dall’Amministrazione Comunale. Questo deve fare una forza riformista che ambisce ad assumere compiti”.

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