Circuito d'Autore: il grande cinema torna a Lecce

Nuova e prestigiosa esclusiva regionale: “Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti” del regista thailandese Weerasethakul

“D’Autore”, il circuito delle sale di qualità di Apulia Film Commission comunica che a partire da domani, venerdì 15 ottobre è in programmazione al DB d'essai di Lecce il film “Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti”, del regista thailandese Apichatpong Weerasethakul, vincitore della Palma d’oro alla 63^ edizione del Festival del Cinema di Cannes. Il film, una commedia di 90’, con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Sakda Kaewbuadee, Natthakarn Aphaiwonk e Geerasak Kulhong, resterà in programmazione a Lecce fino a mercoledì 20 ottobre. Due gli spettacoli: ore 19 e ore 21. Si tratta, dunque, ancora una volta, di un’interessante esclusiva regionale del Circuito D'Autore per la sala di Lecce, che offre agli spettatori salentini il nuovo lavoro di Weerasethakul, regista nato a Bangkok nel 1970, soprannominato Uncle Joe. “Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti” è una pellicola “visionaria” che racconta un viaggio tra gli stadi finali della vita di un uomo e le sue possibili incarnazioni passate. Sofferente di una grave insufficienza renale, Zio Boonmee ha deciso di trascorrere gli ultimi giorni di vita al suo paese, circondato dai suoi affetti più cari nella casa in campagna. Ad assisterlo con affetto ci sono la cognata Jen (Jenjira Pongpas), una donna immigrata dal Laos, e l’amico di famiglia Tong (Sakda Kaewbuadee, attore presente in molte opere del regista), intenzionato ad entrare in un tempio buddista. Le giornate sono caratterizzate da ritmi molto tranquilli, cadenzati soprattutto dai lavori alla fattoria di proprietà del protagonista dove il terzetto risiede, aiutato da un gruppo di operai provenienti dalle zone oltre confine. Sorprendentemente, lo spettro di sua moglie, morta da anni, gli appare per prendersi cura di lui e un figlio, scomparso da tempo senza lasciare tracce, ritorna da lui sotto sembianze non umane. Riflettendo sulle origini della sua malattia e sperando di entrare in contatto con le sue vite passate, Boonmee si reca nella giungla insieme alla sua famiglia verso una misteriosa grotta in collina, dov’era nato nella sua prima vita, nella quale compie un viaggio all'interno di sé stesso e in cui finalmente muore. Il film è ispirato ad un libro pubblicato negli anni ottanta, scritto dal monaco buddista Phra Sripariyattiweti, nel quale il religioso raccontava i suoi incontri con un uomo chiamato Boonme, il quale asseriva di ricordare le sue precedenti esistenze. Nonostante questo spunto, il film non va considerato come un adattamento del libro, anche se alcuni episodi sono mutuati dalla fonte letteraria.

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