Scandalo Green Economy: stop al fotovoltaico in Puglia

Il Forum Ambiente e Salute e il Coordinamento Civico (reti coordinative di oltre 30 associazioni) chiedono senso di responsabilità e delle istituzioni, oggi più che mai necessari nel grave scandalo della Green Economy, da parte degli amministratori della Regione Puglia democraticamente eletti dalla gente pugliese per il bene del territorio. “Stiamo assistendo a un assurdo ed intollerabile ‘scarica responsabilità’ tra Istituzioni ed Enti di fronte al palesarsi del gravissimo disastro ambientale causato alla Puglia da una folle politica pro-energie rinnovabili in forme industriali, che negano ogni buon principio di vera ecologia!” scrivono nel comunicato. “Centinai di deserti di pannelli fotovoltaici estesi su più ettari, da tre fino a numerose decine, minacciano pascoli rocciosi, vigneti, prati, seminativi e persino macchie, oliveti e frutteti! Un dramma di proporzioni bibliche che costituisce di per se un crimine politico-amministrativo per la negazione di ogni buon principio di pianificazioni urbanistica, della Costituzione Italiana, di ogni principio sanitario di prevenzione e precauzione, e di ogni rispetto per la cultura e per la natura pugliese. E’ messa a rischio la vivibilità stessa del territorio pugliese per l’uomo, dai mille progetti autorizzati o in via di autorizzazione di impianti fotovoltaici industriali e di mega torri eoliche pronte a imprigionare i pugliesi in un carcere di centinaia di pali d’acciao in ogni direzione, che rubano il cielo, sfregiato da pale eternamente ed ossessivamente rotanti. Uno stress psico-fisico inaccettabile connesso a questa grave alterazione del paesaggio quotidiano, con i campi invasi dai ‘lager’ dei pannelli di silicio, cui si aggiunge l’aumento dei rischi sulla salute da elettrosmog, inquinamento acustico e visivo persino notturno da luci di segnalazione sulle torri eoliche, inquinamento chimico da diserbanti usati a tonnellate negli impianti fotovoltaici. Senza scendere nei particolari scabrosi del bluff delle biomasse, fonte di grave pressione sull’ambiente. Un quadro assurdo catastrofico, che l’Arpa Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente), in una lettera a firma del suo direttore, l’epidemiologo di fama mondiale, Prof. Giorgio Assennato, ha già chiesto mesi fa al Presidente Nichi Vendola di fermare! Oggi invece abbiamo visto Vendola volare con soldi pubblici in Cina, per chiedere anche ai cinesi di venire in Puglia ad investire in fotovoltaico, altro fotovoltaico che sia aggiunge a quella devastazione coloniale, a quella rapina di incentivi pubblici, attuata da spagnoli, austriaci, tedeschi, americani, danesi, olandesi, ecc. persino russi tra poco, con la collusione dei politici locali! Un mercimonio del nostro futuro che le parole non bastano a condannare! Il tutto in un quadro di menzogne ecologiste che calpestano la stessa ecologia, distorcono la logica, mascherano i gravi impatti sull’ambiente e i i benefici per il territorio; evitano di fare sapere che saranno e le riduzioni complessive di emissioni inquinanti, in una Puglia che già produce ben oltre il proprio fabbisogno energia, nonostante i surplus prodotti dalle rinnovabili, solo pertanto a fini puramente speculativi! Oggi la conferma da parte delle procure italiane, la Dia, la Direzione Investigativa Anti-mafia, ha confermato il grave inquinamento del settore della Green Economy industriale da parte della mafia. Una situazione che già da tempo le associazioni ambientaliste pugliesi, quali Italia Nostra in prima linea e la Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, hanno denunciato, parlando già del rischio, oggi confermato, dell’utilizzo della cosiddetta Green Economy, che a ha di ‘green’, di ‘verde’, per il riciclaggio persino di denaro sporco! Denunce che hanno incontrato le critiche di quelle associazioni colluse invece purtroppo con il grave business delle rinnovabili che rappresenta la più grave e devastante speculazione delle storia del sud Italia, come ha denunciato anche il Ministro all’Economia, Giulio Tremonti! Alla luce di tutto ciò, così come fatto nei giorni scorsi dall’ onorevole Vittori Sgarbi, sindaco di Salemi, nei confronti del presidente della Regione Sicilia, all’indomani dei sequestri di numerosi impianti eolici e fotovoltaici legati alla mafia, chiediamo con forza al presidente della Regione Puglia, Nichi Vedola, di varare l’urgente moratoria di tutti gli impianti già autorizzati o in via di approvazione, di eolico e fotovoltaico industriali, ovvero non destinati ad autoproduzione di corrente elettrica, che da soli basterebbero, se realizzati, al completo annientamento del territorio e del paesaggio pugliese! Chiediamo a lui e all’Assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, confidando nella sua esperienza e sensibilità di magistrato, mai come oggi necessaria per salvare la Puglia dall’inquinamento legale e ambientale delle rinnovabili industriali, di procedere ad un urgente divieto del fotovoltaico industriale in tutte le zone agricole della Regione, senza distinzioni inconsistenti vacue e strumentali tra ‘zone agricole di pregio’ e ‘zone agricole degradate’, come in certi ambienti e sotto la pressione delle lobby che hanno fatto dell’ecologia motivo di questa volgarissima speculazione, si sta tentando di fare, ed autorizzarlo invece solo in zone industriali, artigianali e di servizi, e sui tetti e tettoie di edifici e strutture recenti; un provvedimento improcrastinabile sul quale chiediamo l’impegno di tutti i consiglieri di opposizione e maggioranza. Oltraggiare la campagna con questi impianti vuol dire violare la sacralità della nostra stessa vita, intrinsecamente legata alla terra, e gli interessi ed i diritti delle future generazioni. La moratoria, già richiesta da consiglieri d’opposizione e dalle associazioni e comitati e che la Regione ha sempre cercato di non varare con mille scusanti di incostituzionali e motivazioni finanziaria, serve per avere il tempo materiale per una nuova pianificazione energetica ed impiantistica virtuosa, per fermare la catastrofe Puglia, che sta violando i diritti dell’uomo, per una bonifica legale dei progetti attraverso lo stanamento delle strategie di corruzione che stanno connotando il settore in Puglia, iniziando dall’anagrafe accurata dei nomi dei proprietari dei terreni dove sono ubicate in previsione o nei fatti torri eoliche ed impianti fotovoltaici industriali, e le loro relazioni di parentela eventuali con politici, funzionari pubblici, pregiudicati ed amministratori. Il caso dell’impianto eolico di Martignano, sotto perocesso penale per tali aspetti e le denunce per situazioni analoghe che stanno giungendo da tutto il Salento, implicando un urgente approfondimento in tal senso da parte del mondo della politica oltre che di quello della magistratura e delle forze dell’ordine. La Puglia, la sua storia, i suoi paesaggi, la sua vivibilità, bellezza e salubrità, non hanno prezzo: non si adduca più dunque scusanti vane, per non agire, come nel potere del presidente della Regione, come la scusante ridicola del rischio di richiesta di risarcimenti da parte delle aziende di cui si deve frenare subito l’assalto devastante sul territorio con la moratoria ed il ritiro delle autorizzazioni concesse senza il minimo senso di responsabilità! Qualsiasi prezzo sarebbe sempre indicibilmente inferiore ai valori che oggi questa politica dell’energie scellerata minaccia di togliere alla Puglia e a tutti i pugliesi! La Puglia non è più terra di conquista per nessuno, ma è la casa in cui ogni pugliese vuole vivere dignitosamente in salubrità e felicità!

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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