Strisce blu illegittime? Parte il terzo l'esposto

Molte le presunte illegittimità tra cui le aree demaniali destinate a parcheggi a pagamento. L'avrebbero fatto il Comune di Racale, Ugento e Casarano. Il comitato Strisce blu denuncia

Le presunte illegittimità riguarderebbero molti Comuni del Salento. Il comitato “Strisce blu” ha già presentato un esposto in Procura il 10 agosto scorso. Pronto quello di Gallipoli

Il 13 settembre 2010, in qualità di responsabile di zona del “Comitato Strisce Blu”, Roberto Spennato ha presentato un esposto – denuncia inerente la gestione dei parcheggi a pagamento del Comune di Racale. Nel documento (in allegato in versione integrale) si sottolinea che il Comune di Racale avrebbe utilizzato delle aree demaniali destinandole a parcheggio a pagamento. “E questo già non si può fare – scrive Spennato – in quanto essendo aree demaniali sono soggette (in questo caso) a leggi dello Stato, e non comunali, non possono essere destinate ad aree di parcheggio a pagamento, ma semplicemente area libera di parcheggi con sosta a tempo limitato come dice anche il Codice della Strada all’art. 157 comma 6”. Il Comune avrebbe inoltre delimitato con le strisce blu aree che poi ha destinato al parcheggio di autovetture su suolo pubblico, in particolare superfici appartenenti alle carreggiate delle strade fino ad ora destinate al traffico veicolare. “E questo neppure si può fare – continua il responsabile di zona -. I Comuni non possono sottrarre superficie al suolo demaniale in generale, non possono sottrarlo alla sede stradale, in particolare alla carreggiata, e non possono soprattutto destinare dette aree ad uso commerciale facendone un guadagno improprio sottraendolo al legittimo proprietario che è il Demanio dello Stato”. E ancora, il Comune avrebbe accomunato in un unico insieme “sia le aree destinate a parcheggio a pagamento (cosa legittima, prevista dalle leggi), che come detto devono essere ubicate fuori dalla carreggiata, con invece aree sottratte al Demanio stradale 'delle carreggiate', destinandole sempre a parcheggi, e soprattutto inosservando il dettato, obbligatorio e contestuale di 'riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta' (sentenze n.5218 del 28/05/08 del TAR del Lazio e Cass. SS.UU. n. 116/2007)” dice Roberto Spennato. Inoltre, avrebbe ha violato articoli concernenti la libera circolazione e la sicurezza stradale. Per finire, avrebbe incaricato dei privati cittadini, dipendenti di private società concessionarie delle aree destinate a parcheggi attribuendo loro (ai cosiddetti “Ausiliari del traffico”) di elevare contravvenzioni in evidente carenza di potere dell’organo accertatore, questo in violazione di legge, usurpazione di diritto, abuso di atti d’ufficio. Scrive Spannato che la legge 127 del 15 maggio 1997 ai commi 132 e 133 prescrive che “i Comuni possono, con provvedimento del Sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”. In ques'ambito, il Comune di Racale avrebbe deliberato (delibera n.312 del 14/12/2007) e stipulato con contratto, di riconoscere alla concessionaria – per il servizio delle funzioni di accertamento delle violazioni sulla sosta – un importo parametrizzato al 30% + Iva, delle sanzioni correttamente emesse dai propri ausiliari della sosta, contravvenendo all’art. 208 del Cds. “Questa violazione all’art. 208 – afferma Spennato – ha permesso la sottrazione di risorse dalle casse comunali con conseguente danno erariale nonché danno ai cittadini”.

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