Il Tar: stabilimenti balneari tutto l'anno

Gli stabilimenti balneari potranno rimanere installati sul demanio marittimo per l’intero anno solare. A stabilirlo il Tribunale amministrativo di Lecce con una sentenza che ha accolto il ricorso di un lido di Torre San Giovanni

Gli stabilimenti balneari potranno rimanere installati sul demanio marittimo per l’intero anno solare. Questa è la significativa decisione della prima sezione del Tar di Lecce adottata con sentenza di merito all’esito dell’udienza di discussione dell’8 settembre 2010 sui ricorsi presentati da uno stabilimento balneare di Torre San Giovanni, il Lido Malibù (storico lido salentino in pieno parco naturale di Ugento) e tre chioschi, due ortofrutticoli ed uno per la somministrazione di alimenti e bevande, ubicati anch’essi nella marina di Ugento tutti assistiti e difesi dall’avvocato Anna Maria Ciardo. Il Tar ha ritenuto illegittimi i provvedimenti della Soprintendenza di Lecce di diniego al mantenimento delle strutture per l’intero anno solare in quanto la valutazione effettuata dagli uffici comunali, che avevano rilasciato le autorizzazioni paesaggistiche, era fondata, motivata e legittima. Dunque, le strutture possono permanere sul demanio e non creano alcun danno all’ambiente e/o al paesaggio ove tale valutazione venga fatta in maniera chiara ed articolata dagli uffici competenti a ciò delegati. La Soprintendenza non può sostituirsi agli enti (nella specie i comuni) preposti a tale valutazione. Ecco perché i Giudici del Tar hanno anato con sentenza di merito i provvedimenti illegittimi della Soprintendenza. “La sentenza – commenta l’avvocato Ciardo – rappresenta un’importante vittoria per gli imprenditori del settore turistico-ricettivo della Provincia di Lecce che hanno impugnato tali dinieghi e dunque potranno esercitare la propria attività commerciale per l’intero anno solare con importanti risvolti per l’economia dell’intero territorio salentino, conformemente a quanto stabilito dalla Legge della Regione Puglia n. 24 del 2008”. “Legge Regionale, questa, – prosegue l'avvocato Ciardo – che è intervenuta proprio con l’intento di realizzare un’effettiva “destagionalizzazione” dell’offerta turistica sul territorio pugliese ove effettivamente le condizioni ambientali e paesaggistiche consentono la permanenza della struttura come nei casi discussi innanzi al Tar di Lecce”. Quella della Tar di Lecce è una sentenza che sposa le tesi di una legge Regionale sicuramente fondata, ma che mette ulteriormente a rischio alcune zone di grande valore paesaggistico e in particolare le zone protette e i parchi.

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