Uranio impoverito: il Ministero della Difesa deve risarcire il danno biologico

 

Giovanni D’Agata dell’Idv di Lecce invita gli interessati a contattarlo per delucidazioni sulla documentazione da approntare per un giudizio davanti alle sedi giurisdizionali

Erano i primi di gennaio 2010, quando l’associazione “Vittime Uranio”, in una conferenza svoltasi a Lecce, parlava di almeno 216 militari italiani morti per possibile contaminazione da uranio impoverito. Durante l’incontro fu reso ufficiale un un documento della Sanità militare, agli atti dell’ultima commissione parlamentare di inchiesta. “Si tratta – spiegò Francesco Palese, portavoce dell’associazione – di un bilancio incompleto. Il documento della Sanità militare (che elenca 171 morti e 2500 malati) registra infatti l’ultimo decesso nel 2006 e non comprende peraltro i reduci da molte missioni, dai poligoni e tutti coloro che al momento della morte non erano più in servizio”. “Integrando questo documento con i dati in possesso dell’associazione – disse Palese – arriviamo a contare 216 morti, ma è un dato ancora parziale”. Sulla questione, cioè sull’esatto numero delle morti, lo scorso 22 dicembre, il deputato radicale Maurizio Turco presentò un’interrogazione al Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, perché venisse fatta chiarezza sulle reali dimensioni del fenomeno. La Puglia è tra le regioni più colpite dalle morti per contaminazione, ma ora, rispetto al tema del risarcimento, c’è una novità. Il Tar della Campania con la sentenza 17232, depositata il 5 agosto scorso, ha condannato il ministero della Difesa a risarcire anche il danno biologico ai militari colpiti dal cancro per contaminazione da uranio impoverito. Il militare colpito da un tumore dopo essere stato esposto all’uranio impoverito durante missioni all’estero deve essere risarcito dalla pubblica amministrazione anche del danno biologico. Lo fa sapere Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, tramite un comunicato. “Il Giudice, ha accolto la domanda di risarcimento di un militare che aveva sviluppato un tumore alla tiroide dopo aver operato in Kosovo tra il 2000 e il 2002. L’uomo aveva presentato una fitta documentazione medico legale che provava la dipendenza della sua patologia dall’esposizione all’uranio impoverito durante la sua permanenza nei Balcani, una sostanza radioattiva contenuta negli armamenti utilizzati dalle forze Nato durante la guerra in Kosovo del 1999. Il soldato aveva ricevuto l’equo indennizzo per infermità da causa di servizio, ma non il risarcimento per il danno biologico patito. La decisione del Tar partenopeo si inserisce nella delicata vicenda della cosiddetta ‘sindrome dei Balcani’, che ha visto decine di soldati impegnati nel conflitto Nato ammalarsi di patologie tumorali legate all’esposizione alle radiazioni. I giudici campani, dopo aver ribadito che la domanda di risarcimento rientrava pienamente nella giurisdizione amministrativa, in quanto la responsabilità dell’amministrazione era ‘correlata alla violazione dell’obbligo di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori dipendenti’, hanno condannato il Ministero della Difesa a risarcire il danno biologico sofferto dal militare”. Poi una importante raccomandazione agli interessati. “Gli interessati ed i loro eredi potranno rivolgersi al sottoscritto Giovanni D’Agata, che per il tramite di esperti provvederà a fornire tutte le delucidazioni in ordine alla documentazione che occorre approntare per introdurre eventuale giudizio davanti alle Sezioni Giurisdizionali preposte. La stessa documentazione sarà esaminata e valutata in via assolutamente gratuita da un esperti e consulenti in materia”. Link www.idvlecce.com

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