Rapinano una farmacia armati: arrestati

E' successo a Squinzano. I malviventi erano a volto coperto e armati di coltello, ma alla fine, hanno avuto la peggio

I Carabinieri di Squinzano hanno arrestato due uomini, responsabili di rapina ai danni di una farmacia in via R.Sanzio. I malviventi, di 36 e 38 anni, entrambi di Squinzano, si sono recati davanti alla farmacia “Bianco” dove uno dei due, travisato e armato di coltello, si è impossessato della parte superiore del registratore di cassa. Comunque, alla fine dei conti, al di là spavento patito dalle vittime e alla nottata insonne degli investigatori della Stazione Carabinieri di Squinzano, la storia della rapina perpetrata ai danni della farmacia Bianco, a Squinzano, finisce quasi per assumere una luce curiosa. Perché peggio di come’è andata, ai responsabili di quel gesto, non sarebbe stato proprio possibile. Ricapitolando: alle 20.15 circa di mercoledì il personale della farmacia sta espletando le incombenze tipiche di fine giornata lavorativa, tra rendiconti e registrazioni varie. D’improvviso, nel locale irrompe un giovane di statura medio-alta, incappucciato e armato di coltello, che si dirige verso il registratore di cassa per sottrarne il contenuto. Ma qualcosa non va per il verso giusto (il contenitore dei soldi non si apre) e il malfattore si fa assalire dal panico: armeggia per qualche istante sotto gli sguardi increduli dei presenti, poi tenta di portar via tutta l'apparecchiatura. Non si avvede, però, che il registratore vero e proprio e la cassa sono uniti solo da biadesivo e perciò abbandona sul bancone la seconda, denaro compreso, riuscendo a sottrarre solo il primo. Risultato: spavento tanto, bottino solo di zero euro e un apparecchio di calcolo rimasto nelle mani del rapinatore, fuggito a piedi e scomparso nei vicoli circostanti. L’allarme viene diramato immediatamente e sul posto si portano i carabinieri della Stazione di Squinzano e della Compagnia di Campi Salentina, per i primi rilievi e accertamenti. Quasi in contemporanea, presso la caserma di Squinzano si presenta un uomo, il trentaseienne Antonio Isceri, che denuncia di essere stato bloccato dal rapinatore mentre stava percorrendo Via Raffaello Sanzio con la propria autovettura e di essere stato da quello costretto, sotto la minaccia di un coltello, ad accompagnarlo sino alla periferia di Squinzano.

antonio isceri

Qui l'uomo incappucciato si sarebbe disfatto del registratore di cassa e sarebbe nuovamente fuggito. Inevitabile, a questo punto, la denuncia per sequestro di persona, a carico di ignoti. Le dichiarazioni dell’Isceri non convincono però del tutto: qualcosa non torna nello svolgimento dei fatti raccontati, e quel “quid” porta gli investigatori sulla pista giusta nel giro di quattro ore. Accertamenti incrociati, informazioni assunte e verifiche tolgono ogni dubbio sull’infondatezza della“testimonianza; riconvocato in caserma, messo davanti agli elementi raccolti dagli uomini del comandante maresciallo Dellisanti, Isceri ammette subito di essere stato in realtà complice del rapinatore introdottosi nella farmacia, che avrebbe condotto sulla propria auto. E fa il nome del suo complice: Emilio Del Vecchio, classe 1981, incensurato anch’egli, che viene raggiunto nel proprio domicilio per la necessaria perquisizione.

emilio del vecchio

Anch’egli, dopo una timida resistenza, cede e consegna spontaneamente ai militari il passamontagna e il coltello usati per il reato. Inevitabile, per i militari locali, l’arresto di entrambi per rapina aggravata, con l’aggiunta – per Isceri – della simulazione di reato; il PM di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, dott.ssa Angela Rotondano, dispone così la traduzione dei due presso la casa circondariale di Borgo S. Nicola, a Lecce.

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