Ancora sbarchi nel Salento

E' successo all’alba di ieri nei pressi di Punta Meliso e Punta Ristola, vicino al Capo di Leuca. Tra di loro anche donna incinta e minori

Continuano gli sbarchi clandestini di migranti sulle coste salentine. Gli ultimi due tentativi si sono verificati all’alba di ieri nei pressi di Punta Meliso e Punta Ristola, ad una manciata di chilometri dal Capo di Leuca. Si tratta di alcuni dei punti d’approdo preferiti dai trafficanti di esseri umani. Quaranta complessivamente i cittadini extracomunitari, appena sbarcati sulle coste pugliesi e in marcia lungo la strada, rintracciati e fermati dai militari della Guardia di Finanza di Lecce e dai carabinieri e del Comando Provinciale. I militari gli hanno riconosciuti immediatamente, provati dal lungo viaggio e con un’aria spaurita e sofferente. Prontamente è stato attivato il piano anti immigrazione, come concordato e disposto in sede di pianificazione provinciale. I migranti, secondo il protocollo d’intesa stipulato nelle scorse settimane in prefettura, sono stati accompagnati nel centro “Don Tonino Bello” di Otranto, dove sono state loro prestate le cure sanitarie ed alimentari. Si tratta, in particolare, di quaranta cittadini di nazionalità afghana, quasi tutti residenti però da alcuni anni in Iran. Tra di loro anche una donna incinta e una dozzina di minori, di cui tre con meno di dieci anni. Contrariamente a quanto avvenuto nelle ultime settimane, in cui le imbarcazioni utilizzate erano barche a vela di grosso cabotaggio, i clandestini hanno attraversato il canale d’Otranto a bordo di due gommoni oceanici dotati di motori fuoribordo. Le veloci imbarcazioni, dopo essere state intercettate dagli uomini della sezione navale di Otranto, si sono allontanati in direzione della Grecia. I gommoni sarebbero partiti nella notte tra lunedì e martedì proprio da un porto a nord della terra di Omero. Rispetto agli ultimi sbarchi registrati nella calda estate salentina, bisogna registrare un particolare insolito: alcuni profughi, infatti, possedevano un telefono cellulare. Gli apparecchi, ovviamente sottoposti a sequestro dagli uomini delle fiamme gialle, sono ora a disposizione del magistrato inquirente, che svolgerà i dovuti accertamenti. Un particolare questo che rafforza l’ipotesi, su cui è già al lavoro la magistratura della Procura di Lecce, della presenza di alcuni basisti nel Salento. Dopo aver completato le procedure di identificazione, eseguite dagli agenti della questura del capoluogo salentino, i migranti sono stati condotti presso il Cie (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Bari. I minori non accompagnati da adulti, invece, sono stati accompagnati presso alcune case-famiglia.

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