Pedopornografia, condannata una intera famiglia

Il gup ha condannato a 4 anni di reclusione un consulente informatico di 27 anni accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Condannati, ad 1 anno e 8 mesi, anche i genitori per complicità

Il gup del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, ha condannatoa 4 anni, con l’accusa di divulgazione di materiale pedopornografico, Marco Sebastiano Culiersi, consulente informatico di 27 anni. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati condannati anche i suoi genitori. Secondo le tesi accusatoria, infatti, i due sarebbero stati, di fatto, complici del figlio. Una tesi condivisa anche dal gup, che ha condannato Tommaso Culiersi, 46enne agente della sezione volanti, attualmente sospeso dal servizio, e Liliana De Carlo, 46enne insegnante di religione, ad una pena di 1 anno e 8mesi. In particolare, secondo la tesi accusatoria, rappresentata dal sostituto procuratore Maria Cristina Rizzo, i due sarebbero stati a conoscenza del fatto che sui pc (e numerosi Cd, Dvd e memorie esterne) del figlio vi fosse una ingente quantità di materiale pedopornografico. Marco Culiersi fu arrestato, nel marzo del 2008, nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla polizia postale. Il gip Vincenzo Scardia rigettò invece la richiesta custodia cautelare in carcere epr i genitori del giovane informatico. Lo stesso Culiersi junior, del resto, aveva ribadito più volte che il materiale pedopornografico era riconducibile soltanto a lui e che i genitori non sapevano a. La sentenza ha completamente rovesciato la tesi difensiva, pertanto i legali della famiglia, gli avvocati Luigi Corvaglia e Francesco Fasano hanno già annunciato che ricorreranno in appello.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!