Italia nostra a Fitto: salvi il territorio dalla speculazione industriale

L’accorato appello rivolto ai parlamentari salentini ed in modo particolare al ministro Raffaele Fitto. “Perché dove si devasta il paesaggio, lì c’è mafia”

È’ stata sottoscritta da Italia nostra, dal Coordinamento civico di Maglie per la tutela del territorio e della salute in Puglia e da Biocontesitamo-Calimera, la lettera aperta indirizzata ai parlamentari, ma in modo particolare al ministro salentino Raffaele Fitto. Si tratta di un vero appello ai politici per cercare di ottenere un appoggio nelle battaglie dei numerosi comitati contro la speculazione sulle energie rinnovabili industriali, salvando quindi il territorio, dal momento che nella manovra finanziaria non è previsto alcun passo indietro per quanto riguarda i mega impianti fotovoltaici ed eolici. Di seguito i passi più importanti della lettera. “Italia Nostra, con le associazioni sottoscriventi sopra elencate, scrive una lettera aperta al Ministro Fitto e a tutti i parlamentari salentini, a nome delle migliaia di persone che in tutta Italia, e specialmente nel Sud, e nel Salento, stanno patendo per la meschina speculazione della ‘Green economy’, e chiede che non sia emendato il salvifico articolo 45 della manovra finanziaria con cui il Governo, ascoltando l’appello delle centinaia di comitati ed associazioni che si stanno battendo quotidianamente per salvare il paesaggio italiano, ha praticamente provveduto al taglio del meccanismo degli esosi ‘certificati verdi’, che aveva innescato una corsa all’oro alla produzione di energie rinnovabili da mega-eolico e mega-fotovoltaico in forme devastanti e industriali, come ha denunciato lo stesso Tar Bari che ha parlato appunto di una vera e propria ‘corsa all'oro’, alimentando quella che si deve certamente ritenere ‘la più catastrofica ed immane speculazione della storia d’Italia’. […] Una speculazione che ha favorito, come numerose inchieste penali stanno smascherando in tutta Italia, infiltrazioni malavitose corruzione, mastodontiche operazioni di riciclaggio di denaro sporco, e danni impressionanti all’ambiente, al paesaggio, alla qualità di vita e alla salute delle persone, calpestando senza ritegno i principi della nostra Costituzione, che affermano la necessità prioritaria dello Stato di salvaguardare il paesaggio e i beni culturali ed ambientali della Nazione, priorità che divengono strategiche in quelle regioni del Sud, quali il Salento, che vedono una florida economia diffusa legata al turismo culturale d’eccellenza e destagionalizzato e all’agriturismo; […] economie locali oggi minacciate dalla scomparsa dei suoli agricoli e di pascolo sotto distese sconfinate di pannelli fotovoltaici desertificanti il territorio in nome di una strumentalizzata falsa ‘ecologia’. Terraferma e mare sono messi a rischio da centinaia di torri eoliche d’acciaio alte ben oltre cento metri, con danni sull’avifauna impressionanti, come un’inchiesta della Procura di Bari in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato sta tristemente verificando per la Puglia. E in tutto questo catastrofico quadro a tinte fosche […] che le ditte e i grandi gruppi visceralmente legati al meschino business che hanno creato ad hoc, con forti appoggi politici, per edificare il castello legislativo immorale, e spesso incostituzionale, che ha permesso questo mega-furto ai danni dell’erario, e con una tartassante propaganda volta ad imporre subdolamente alla gente una vera e propria ‘ideologia dell’energia’ per giustificare la mostruosa deformazione del paesaggio quotidiano. […] Si cavalca la questione occupazionale come Cavallo di Troia per la frode: è una falsità fare credere che il settore delle energie rinnovabili, in forme industriali di alto impatto, darà lavoro a tanti; a impianti ultimati un grande impianto d’energie rinnovabili occupa stabilmente pochissime unità! si dice che gli ecologisti difendono questa offesa all’ecologia chiamata ‘Green Economy’, che di ‘verde’, di ‘green’, non ha a! Ma quali ecologisti? Forse, alcuni falsi- ambientalisti che strumentalizzano l’ecologia per fini che con l’ecologia non hanno a a che vedere! Italia Nostra, la Lipu (Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli), e tantissime altre associazioni ecologiste italiane ed europee, centinai di comitati pro-paesaggio son nettamente contrari agli impianti industriali di mega eolico e mega fotovoltaico, e chiedono, invece, che si incentivi l’efficienza energetica, il risparmio energetico anziché la sovrapproduzione d’energia; chiedono che si mantenga la politica di incentivo solo per gli impianti fotovoltaici domestici a basso impatto con pannelli ubicati sui tetti e tettoie di edifici e strutture moderne, che danno vantaggi diretti economici per le famiglie, tanto importantiì in questi tempi di crisi, e che si mantengano gli incentivi per i rimboschimenti in ottemperanza del Protocollo di Kyoto. […] Il taglio dei ‘Certificati Verdi’ taglia la testa al toro di una speculazione immorale e dagli effetti assurdi e paradossali, poiché ha trasformato le energie alternative in occasioni di interventi, invece, di vasta desertificazione artificiale e morte della biodiversità e della più florida e sana economia turistica e agricola del territorio italiano! I ‘certificati verdi’, causa della colonizzazione del Sud Italia da parte di ditte, spesso estere dell’energia, che realizzano impianti a bassissima ricaduta occupazionale a regime, hanno poi una natura ingannevole e spietata poiché venduti lucrosamente dalle ditte d’energie rinnovabili, che li intascano con le autorizzazioni, alle ditte che producono energie da combustibili fossili (gas, carbone, petrolio), danno a queste ultime la possibilità di continuare ad operare immettendo quantitativi inalterati, quando non addirittura aumentati, di gas serra in atmosfera, causa proprio di quel surriscaldamento globale che le energie rinnovabili dovrebbero impedire”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment