Il rosa batte il nero

Il progetto dell’assessorato regionale al Welfare e della Consigliera di Parità, per l’emersione di oltre 800 badanti

Rosa sta per Rete per l’occupazione e i Servizi di Assistenza, ed è un nuovo servizio messo a punto dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia. Si tratta della creazione di una “rete” di soggetti istituzionali a sostegno delle persone interessate a ricevere e a svolgere lavoro di assistenza familiare domiciliare. Il progetto punta all’emersione del fenomeno nella cura domiciliare. Quasi un milione e mezzo di euro per sostenere la domanda di cura e garantire qualità attraverso formazione e conoscenza. A proporlo al Ministero del lavoro gli assessorati regionali alla solidarietà e al lavoro con le cinque province pugliesi e una rosa di altri soggetti coinvolti nella governance tra cui l’Anci, CGIL, CISL, Uil, la Commissione regionale per le pari opportunità, l’Ufficio consigliera provinciale di parità di Lecce e di Taranto. L’obiettivo: costruire una rete pubblica di servizi in grado di promuovere il benessere e l'inclusione sociale di tutti i cittadini e finalizzata allo sviluppo e la qualificazione del sistema di welfare regionale. In particolare, scopo specifico del progetto è favorire l’emersione del lavoro non regolare nel settore del lavoro di cura (attraverso ad esempio gli incentivi alle famiglie beneficiarie e il supporto alla sottoscrizione del contratto di lavoro), dall’altro agiscano indirettamente per approfondire la conoscenza del fenomeno e comprenderne le cause che determinano il ricorso al lavoro nero. Altri obiettivi: creare un sistema pubblico che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore del lavoro di cura domiciliare; consentire alle donne lavoratrici di usufruire di una formazione continua e disegnata sui propri bisogni professionali; creare un sistema che consenta alle donne lavoratrici di conciliare i tempi di vita e di lavoro con quelli della propria famiglia; garantire una qualità del lavoro di cura attraverso lo sviluppo di conoscenze e competenze coerenti con il lavoro di cura domiciliare; sviluppare una cooperazione istituzionale regionale capace di sostenere le azioni previste dal progetto nel tempo attraverso una integrazione tra politiche del lavoro, della formazione e di integrazione sociale. Duplice la tipologia di destinatari delle azioni progettuali: da una parte tutti quei soggetti che assistono a domicilio le persone disabili, in convalescenza o con problemi di impedimento psicofisico che le aiutano a svolgere le normali attività quotidiane, anche extracomunitarie, dall’altra i nuclei familiari che richiedono assistenza personale domiciliare. Due le macroaree di azioni previste: la prima indirizzata alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro con una serie di azioni mirate tra cui l’erogazione di incentivi con il pagamento dei contributi orari e mirati anche allo snellimento del lavoro burocratico; la seconda ha come obiettivo il supporto alla regolarizzazione attraverso percorsi di formazione specifica, campagne di comunicazione e sensibilizzazione, indagini per la conoscenza del lavoro sommerso, oltre che tutte quelle azioni di sviluppo e consolidamento del sistema di governance e di coordinamento del progetto. “Gli interventi previsti nel progetto – commenta l’assessore regionale alla solidarietà sociale Elena Gentile – si collocano coerentemente con le scelte di politica sociale e di contrasto al lavoro non regolare della Regione Puglia. La nuova programmazione sociale e sociosanitaria – continua la Gentile – intende profondamente innovare le caratteristiche strutturali e organizzative delle reti di servizi ed ha individuato alcune priorità strategiche rispetto alla qualità e all’efficacia degli interventi, nonché rispetto alla sostenibilità delle politiche e alla capacità di ampliare il bacino di offerta dei servizi. Tra queste, senz’altro la qualificazione del lavoro di cura e il riconoscimento esplicito del carico di cura che ricade sui nuclei familiari”. Rilevanti i risultati che il progetto ha in cantiere “almeno 800 contratti di lavoro con le agevolazioni concesse oltre alla stipula delle relative convenzioni con le organizzazioni datoriali coinvolte e, soprattutto, la conoscenza reale delle dinamiche del mercato del lavoro di cura a domicilio” spiega Antonella Bisceglia, dirigente del settore sistema integrato dell’assessorato alla solidarietà. “Poi – conclude la Bisceglia – la creazione di una rete infrastrutturale territoriale e telematica di servizi per l’incontro domanda offerta del lavoro di cura attraverso una forte collaborazione interistituzionale, con servizi specifici, in ciascuna provincia pugliese”. Il progetto si coniuga idealmente con l’intervento già proposto e approvato attraverso una specifica intesa tra Stato e Regione Puglia che prevede la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari attraverso la previsione di servizi ad hoc presso gli Ambiti territoriali per una spesa di progetto complessiva pari a oltre 3 milioni di euro. Un primo bilancio delle attività sarà presentato oggi a Bari.

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