Filanto: “Il contratto con Italgest è scaduto”

La Filanto Spa spiega che il contratto per la cessione dei terreni su cui costruire la centrale a biomasse è stato già prorogato di un anno. Il 28 febbraio scorso era la data della scadenza della proroga. Il sindaco vuole fare il mediatore? “Inopportuno”.

Antonio Filograna jr taglia netto: i terreni non sono più nella disponibilità di Italgest

Antonio Filograna Sergio, Presidente della Filanto Spa (20 milioni di capitale sociale, centinaia di occupati a Casarano, oltre 2000 presso le terziste all’estero) non ci sta. Il suo è un discorso a 360 gradi: parte dalla querelle sul contratto preliminare tra la Filanto e la Italgest per la disponibilità dei terreni su cui costruire la centrale a biomasse, per poi arrivare a trattare dei delicati rapporti tra la classe imprenditoriale di un paese, la politica e le istituzioni che devono sempre rimanere al di sopra delle parti.. Rapporti che, per la più grande impresa del Tac pugliese (e tra le più grandi d’Europa), devono essere tenuti distinti, nella forma e nella sostanza. Presidente Filograna, i suoi terreni sono o no nella disponibilità della Italgest? “Paride De Masi continua ad insistere sulla presunta validità del contratto preliminare tra Italgest e Filanto, per la disponibilità dei terreni di nostra proprietà su cui realizzare la centrale a biomasse, quando sa benissimo che quel contratto aveva una sua naturale scadenza inizialmente al 28 febbraio 2009. Ed infatti, prima di quella datascadenza, con comunicazione del 23 febbraio 2009, fu la stessa Italgest a richiedere a Filanto la proroga del contrato per un altro anno. Proroga che gli venne concessa per iscritto e con un “addendum” fino al 28 febbraio di quest’anno, data ultima entro la quale si sarebbe dovuta verificare la condizione sospensiva apposta al contratto: ossia, l’ottenimento da parte della Regione Puglia della cosiddetta Autorizzazione unica. Pertanto decorso inutilmente il termine del 28 febbraio 2010 senza che nel frattempo Italgest abbia comunicato a circa il rilascio dell’Autorizzazione unica, la Filanto ha invocato l’automatica risoluzione del contratto, anche perché questa volta non c’è stata alcuna richiesta specifica di proroga da parte di Italgest – al contrario dello scorso anno – e quindi lo scioglimento del contratto è la soluzione naturale, peraltro comunicata per iscritto ad Italgest. Venendo meno la disponibilità dei terreni, deciderà poi la Regione se il progetto della centrale a biomasse è ancora in piedi o no. E’ per questo motivo che essendo rientrati nella disponibilità giuridica e piena dell’immobile, ed essendosi resi per legge necessari alcuni lavori di “adeguamento” per la raccolta delle acque reflue e pluviali, abbiamo inviato al Comune una dia (dichiarazione inizio attività per l’attivazione dello scarico delle acque di prima pioggia e di dilavamento, destinate poi alla sub irrigazione). Gli uffici comunali, non so per quale motivo o per quale imperio, hanno inviato a Filanto una lettera con cui hanno rilevato la contestuale presenza di due progetti sul medesimo terreno, l’uno relativo alla Heliantos 2 (biomasse), l’altro per l’adeguamento dei piazzali e anche qui la Filanto ha risposto che non sussiste alcuna “incompatibilità” o “coesistenza” di due alternativi progetti, perché quello della Italgest poggiava su di un presupposto che oggi è venuto meno: il contratto preliminare oggi scaduto. Sull’argomento, meravigliano però le dichiarazioni del primo cittadino, il quale interviene in una discussione che dopotutto riguarda interessi ‘privati’”. Che cosa la sorprende? “Egli è infatti il Primo Cittadino che rappresenta tutti i casaranesi senza nessuna distinzione e come tale non dovrebbe intervenire in una discussione tra privati, dando l’impressione di parteggiare per qualcuno o fornire un assist. Non rispondo alle sue dichiarazioni perché non dovrebbe essere parte in causa. Se continua ad intervenire o ad assumere ruoli di “mediatore” è bene che Casarano sappia cosa succede. In questo momento il vero motivo dei suoi interventi mi sfugge”. Il sindaco a mezzo stampa ha invitato lei e Paride De Masi ad incontrarvi per trovare una soluzione. Lei che cosa farà? “Trovo inopportuno quest’invito”. La Italgest afferma che le biomasse sono il futuro. E per il Tac, c’è futuro? “Non si può uscire sulla stampa con frasi ad effetto, del tipo “ il Tac è morto” o che “ Tac, d’ora in avanti, per Casarano significa “talento, arte, cultura”, quando l’impresa, soprattutto quella calzaturiera, è ancora in piedi e trainante per l’economia, anche se non più secondo i fasti del passato. La frase “ talento, arte, cultura” è una boutade che non tiene conto di 80 di storia dell’economia salentina che necessariamente passa attraverso Casarano: ancora oggi centinaia di nostri operai hanno creato un indotto di piccole imprese calzaturiere che lottano, vanno avanti e puntano sulla qualità, sperando in un futuro migliore e di ripresa per tutti”, anche se la politica ed il Governo centrale, può volte coinvolto, in progetti seri, rimane estraneo e defilato”. Una ricerca di Nomisma dà, per l’anno prossimo, un incremento del Tac del distretto casaranese in crescita di oltre un punto percentuale. Che cosa ne pensa? “Il futuro è nella qualità. Noi puntiamo su quello, poiché solo migliorando la qualità del prodotto possiamo ancora scommettere sulla nostra competitività e continuare a creare occupazione, oltre a portare il made in italy nel mondo che è anche segno evidente di una cultura professionale. Quindi investiamo e continuiamo a rischiare in proprio. A fine mese continuiamo a dare una speranza a migliaia di famiglie. Il resto sono chiacchiere”.

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