Lettera aperta al Sindaco di Casarano

Piergiorgio Caggiula di IdV Casarano accusa: è mancato il dialogo tra istituzioni e cittadini

E finalmente la luce fu. Tutto oggi è più chiaro anche agli occhi di chi faceva finta di non vedere o trovava il modo di giustificare determinate prese di posizione. La democrazia a Casarano non esiste. Non esistono le leggi a tutela dei cittadini. Non esiste e non è mai esistito quel dialogo tra istituzioni e cittadini che tanto era stata pubblicizzata in campagna elettorale. Esiste un sindaco, forse qualche consigliere, una pletora di seguaci pronta a tutto pur di sbugiardare chi si metta di traverso con la complicità di alcuni media e di alcuni fantomatici giornalisti, più bravi a fare i relatori che a chiedere e domandare. Tutto il resto non esiste. Ma soprattutto esistono gli interessi di un’azienda, che più di altre merita attenzioni e disattenzioni da parte del sindaco, che spudoratamente, non so se con leggerezza o altro dichiara la sua neutralità. Come se fosse stato votato per essere neutrale, un a. Dispiace quest’atteggiamento pilatesco, quest’atteggiamento di procrastinazione continua, di diluizione nel tempo di pensieri, atteggiamenti e provvedimenti. Dispiace perché si sta perpetrando ai danni della comunità un atto efferato, un omicidio costituzionale, un furto di coscienze tali da far impallidire per sfacciataggine e protervia i fan berlusconiani. Il Comune, caro Sindaco, è tenuto ad esprimere il proprio parere in conferenza dei servizi. Sia pur di compatibilità urbanistica, ma è tenuto, così come sarebbe tenuto ad esprimere parere in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, palesando evidenti problemi di coesione sociale, parametro che al pari di quelli tecnici deve comunque essere anch’esso considerato. Non esprimere opinione alcuna caro sindaco, in una situazione come questa significa palesemente schierarsi per il progetto della centrale. Ma al nostro della coesione sociale, della salute pubblica, del confronto con i cittadini, a meno che non abbia ragione, non sembra interessare proprio alcunché. Così come non interessava, dichiarazioni a parte, l’eventuale indizione di un referendum consultivo, a lungo sbandierato come soluzione, come espressione democratica a cui rimettere la soluzione del problema, oggi invece strumento inapplicabile in quanto, a detta di alcuni, in contrasto con il Testo Unico degli Enti Locali, una sorta di regolamento a cui attingere nel momento del bisogno. Perché a quanto pare nessuno degli illustri assessori e consiglieri, partendo dal PD passando dalla civica della sig.ra Fersino e l’UDC del dott. De Marco, fino al movimento sponsorizzato dal sindaco, nessuno fino a ieri si era accorto che ciò non potesse essere fatto. Ora, delle due l’una: o si son fatte beffe di noi, promettendo qualcosa consci della inapplicabilità dello stesso, venendo meno quindi a quel rapporto di fiducia che dovrebbe legare eletti ed elettori oppure, con quest’ultima presa di posizione hanno dimostrato la loro inadeguatezza e manifestato una certa incapacità alla gestione della cosa pubblica. Delle due l’una. In ogni caso, riteniamo doveroso chiedere l’assunzione delle responsabilità del caso da parte del Sindaco e della Giunta, consapevoli dell’incapacità di discernere tra interesse pubblico e interesse privato. Cari tutti, il laboratorio politico, l’unico che a tutt’oggi abbia funzionato a Casarano, è quello fino ad oggi messo in piedi dalle forze di opposizione, capaci di vedere oltre le barriere ideologiche in nome della tutela di un bene comune. Questa è politica, tutto il resto sono affari, e quelli almeno a noi non interessano. Restiamo comunque , come già in altre occasioni espresso, a disposizione per instaurare un dialogo fattivo e costruttivo in nome di una crescita sociale ed economica a tutto vantaggio della comunità. Riteniamo indispensabile il confronto fra le parti in causa, a questo punto sia dell’una che dell’altra parte, per valutare in un contesto democratico e pluralista vantaggi, benefici e svantaggi ambientali che la realizzazione di un progetto presentato come motore di sviluppo e occupazionale possa incidere realmente sul territorio. Solo così, assumendoci ognuno le proprie responsabilità, che la comunità in questo particolare periodo ci ha assegnato, riusciremmo finalmente a prendere in coscienza e senza pregiudizio alcuno una decisione opportuna per Casarano ed i casaranesi. Piergiorgio Caggiula – Presidente Circolo IdV Casarano

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