Viene dalla Cina il pesce spacciato per pugliese

L'allarme lanciato dalle associazioni di categoria ha trovato riscontro nelle indagini di Nas, Capitanerie di porto e Guardia di finanza

Di locale ha ben poco. Arriva molte volte addirittura dalla Cina il pesce che quotidianamente viene servito nei ristoranti pugliesi e salentini. Specie fatte passare per “nobili” e che di prestigioso hanno ben poco. L’allarme lanciato già da tempo dalle associazioni di categoria che lamentano un’iniqua concorrenza cinese perfino nel mercato ittico ha trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri del Nas, dalle Capitanerie di porto e dalla Guardia di finanza. Le Procure di Bari, Taranto e Lecce sono attualmente al lavoro per determinare l’esatto percorso compiuto dai carichi di pesce dalla Cina fino alla Puglia. E' di pochi giorni fa la notizia della scoperta, a Gallipoli, di una bancarella di pesce che di locale aveva solo le alici e per il resto commerciava prodotti importati dall'Est. Il nocciolo della questione non risiede unicamente nei danni provocati all’economia locale dall’importazione clandestina di prodotti pescati in acque orientali – il pesce importato ha costo otto volte inferiore rispetto a quello imposto in Italia – ma anche i rischi per la salute di chi consuma un prodotto non controllato. La scorsa settimana, la Rasff (Rapid alert system for Food and Feed), agenzia di sicurezza alimentare dell´Unione Europea, ha pubblicato una relazione nella quale segnalava numerosi casi di preoccupanti rinvenimenti in varie tipologie di pesce: batteri in molluschi italiani, cadmio in calamari congelati provenienti dalla Spagna, salmonella brunei in cocktail di gamberi congelato proveniente dal Bangladesh e confezionato in Italia ed altro ancora. Non solo. Perché il pesce importato potrebbe arrecare problemi anche all’ecosistema marino locale: i grossisti che fino ad oggi si erano limitati ad importare il pesce dall’Oriente, hanno infatti incominciato ad allevarlo, con conseguente danno per le specie che nelle coste locali hanno il proprio habitat. Il granchio cinese, ad esempio, sarebbe tanto aggressivo da impedire la crescita degli altri crostacei.

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