Buco all'Asi. 19 indagati

19 indagati tra funzionari ed impiegati dell'Asi. Per loro potrebbero ipotizzarsi i reati di peculato, malversazione, appropriazione indebita

Sono 19 le persone indagate per il buco da un milione e 800mila euro al consorzio Asi di Lecce. Funzionari e dipendenti che avrebbero beneficiato delle somme erogate dalla Regione destinate, però, ad altri scopi. Per loro potrebbero ipotizzarsi i reati di peculato, malversazione, appropriazione indebita. Sulla strana “sparizione” indagano i funzionari delle sezioni di polizia giudiziaria della Polizia di Stato e della Guardia di finanza. Lavorando in pool, nei giorni scorsi hanno acquisito dalla sede del Consorzio i bilanci degli ultimi anni, così come disposto dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. L’operazione è scattata in seguito ad un esposto in Procura presentato nel gennaio scorso da parte della nuova dirigente del Consorzio, alle prese con le difficoltà a far quadrare i conti. Nell’esposto si delinea un “danno causato da illegittime o arbitrarie iniziative private”. Scomparse infatti le somme erogate dalla Regione tramite i Por 2003-2008 per l’Asi è diventato impossibile onorare i pagamenti alle imprese già incaricate di effettuare lavori presso le zone industriali di diversi Comuni salentini che, a quel punto, hanno incrociato le braccia, interrompendo l’attività. Intanto il Consigli di amministrazione del Consorzio ha trasmesso alla Regione una delibera adottata il 29 gennaio 2009 nella quale si declina ogni responsabilità sia per le somme mancanti sia per la definizione e rendicontazione delle opere. 31 maggio 2010 Asi. Spariti un milione e 800mila euro Un milione e 800mila euro spariti nel a. Fondi erogati dalla Regione Puglia in favore dell’Asi, che sarebbero serviti per ultimare i lavori in alcuni cantieri, ma di cui si sono perse le tracce. Svaniti dai conti del Consorzio. Con la conseguenza che le aziende che attendono i pagamenti hanno interrotto i lavori. Il caso è già al vaglio della Procura e del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta. Indaga un pool di tecnici specializzati in reati contro la pubblica amministrazione, i quali hanno già acquisito la documentazione ed ascoltato alcune persone. L’obiettivo è ricostruire il percorso del denaro dal momento dell’erogazione da parte di via Capruzzi nell’unico conto del Consorzio al momento della “sparizione”. Già nel maggio del 2008 l’Asi aveva scoperto un’inaspettata mancanza di fondi e non era riuscito a portare a termine lavori già programmati ed in alcuni casi già avviati. E’ così che si fermarono i cantieri già aperti nelle zone industriali di Nardò-Galatone, Tricase-Specchia-Miggiano e Maglie-Melpignano e quelli relativi al depuratore di Galatina-Soleto. Dai controlli effettuati dal collegio dei revisori emerge che tutte le somme erogate sono state spese, ma non v’è traccia che indichi per quale ragione siano state utilizzate ed in quale periodo di riferimento. Il sospetto è che siano state utilizzate per fini diversi da quelli previsti. Il consiglio di amministrazione del Consorzio ha declinato ogni responsabilità e sollecitato un intervento della Regione che permetta di recuperare il finanziamento e di realizzare almeno le opere rimaste in sospeso.

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