Impianto di cuore artificiale al Fazzi. Il primo in Puglia

Il difficile intervento è stato eseguito su un 38enne di Trepuzzi da Massimo Villani, primario di Cardiochirurgia dell’ospedale di Lecce. E’ il primo caso con esito favorevole in Puglia

E’ la prima volta che accade in Puglia. Al “Fazzi” di Lecce è stato portato a termine con successo il primo impianto di cuore artificiale totale. L’intervento è stato eseguito da Massimo Villani, primario di Cardiochirurgia, e dalla sua equipe su di un paziente di 38anni residente a Trepuzzi e padre di un bambino di 15 mesi. La storia di quest’uomo è triste ma ha avuto fortunatamente esito favorevole. Studente di ingegneria elettronica al Politecnico di Torino sta per laurearsi quando, ad un esame dalla laurea, si ammala di nefrite, va in insufficienza renale e finisce in dialisi. Per lui inizia un calvario che dovrebbe portarlo al trapianto renale. Purtroppo, però, si scopre che ha anche una cardiopatia grave (grosso aneurisma dell’aorta ascendente con insufficienza valvolare aortica grave) per cui deve essere operato prima al cuore, altrimenti non può essere trapiantato al rene. Per questo motivo viene operato al cuore con successo, presso la Cardiochirurgia dell’Ospedale Vito Fazzi, di sostituzione dell’aorta ascendente con condotto valvolato meccanico e reimpianto delle coronarie, intervento per il quale il prof Villani è particolarmente esperto. A distanza di oltre due settimane dall’intervento, quando tutto sembrava ormai risolto, Antonio ha un arresto cardiaco e viene rianimato con massaggio cardiaco, dapprima esterno e poi interno (intratoracico). Il cuore di Antonio non sembra voler ripartire ed il massaggio cardiaco va avanti disperatamente oltre i limiti del possibile, per circa un’ora, quando finalmente il cuore riparte debolmente ma non è in grado di generare una forza di contrazione valida per pompare il sangue in tutto il corpo, nonostante il supporto massivo di farmaci. Viene pertanto applicato un contropulsatore aortico, che è una macchina di assistenza per il cuore sinistro, la quale tuttavia da sola non è sufficiente perché anche il cuore destro è incapace di pompare. Inoltre i polmoni non sono più in grado di ossigenare a sufficienza il sangue. Il giovane è in coma profondo e non reagisce ad alcuno stimolo. A questo punto il prof Villani decide di applicare un sistema di assistenza meccanica esterna (extratoracica) sia cardiocircolatoria totale, perchè sostituisce completamente il cuore (cuore artificiale), sia polmonare , perché sostituisce completamente i polmoni (ECMO). Il paziente rimane in coma ma il suo cuore ed i suoi polmoni riprendono a funzionare piano piano, tanto da permettere di svezzarlo progressivamente e completamente le macchine, dopo quasi cinque giorni di assistenza continua, giorno e notte. Al sesto giorno si sveglia dal coma e diventa completamente cosciente, tanto che viene staccato anche dal respiratore che è l’ultima macchina che l’aiuta. Adesso è fuori pericolo. E’ il primo caso sopravvissuto nella Regione Puglia a questo tipo di trattamento.

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