Fiore, addio all'Ato

Ada Fiore ha lasciato l’incarico di vicepresidente dell’Ato Le2 “per essere libera di intraprendere un’azione legale volta ad individuare responsabilità e omissioni nell’applicazione contrattuale”

Se ne va sbattendo la porta, non prima però di aver spiegato in dettaglio i motivi di una decisione che potrebbe produrre nelle prossime ore un terremoto ai vertici dell’Ato Lecce/2. Con tre pagine intrise di dettagli tecnico-politici sulle “disfunzioni e inadempienze” del Consorzio di 46 Comuni del medio-basso Salento preposto alla gestione dei rifiuti, Ada Fiore, sindaco di Corigliano d’Otranto, ha rassegnato ieri le dimissioni dalla carica di vice presidente. Senza mai nominare il nome del presidente Silvano Macculi, la Fiore sembra proprio alludere al responsabile dell’Ato quando nelle prime righe della lettera, inviata per conoscenza anche al presidente della provincia Antonio Gabellone e a quello della Regione Nichi Vendola, denuncia “a seguito di un’attenta valutazione”, la “superficialità e approssimazione nel programmare e successivamente organizzare la gestione del servizio di igiene urbana” e si riserva alla fine “un’azione legale volta ad individuare eventuali responsabilità e omissioni”. “Al di là dei numerosi problemi reali che pure in questi anni hanno determinato e continuano a determinare una situazione emergenziale di non semplice gestione”, la dimissionaria Fiore parla di “inadempienze da parte degli organismi preposti, che hanno determinato da un lato, una disparità di trattamento nell’applicazione del contratto tra tutti i Comuni facenti parte della stessa gara (Aro 4, cioè gli Ambito di raccolta ottimale), dall’altro un aggravio di costi a carico di tutti i cittadini”. La Fiore, per spiegare questo passaggio, cita una nota inviata il 13 maggio scorso al presidente dell’Ato2 da vari sindaci di centrosinistra e centrodestra di Corigliano, Castrignano, Cursi, Melpignano, Cannole, Carpignano, Zollino, Palmariggi, Martano, Sternatia, in cui si denunciava che il contratto sottoscritto con la ditta “risultava eccessivamente oneroso rispetto alla qualità del servizio e alle reali esigenze della collettività” e il “sistema di raccolta multimateriale (carta, plastica, metalli) si è dimostrato un vero errore progettuale, comportando un costo a carico dei Comuni non prevedile”. Inoltre i primi cittadini disapprovavano “la differente organizzazione del servizio di raccolta multi-materiale nell’ambito degli stessi comuni dell’Aro 4”, l’“illogicità e mancata attuazione di molti dei servizi previsti per ogni comune nel piano di gestione” e infine il mancato passaggio dalla tassa (Tarsu) alla tariffa (Tia) per il quale la struttura del Consorzio Ato2 “avrebbe dovuto organizzarsi, a far data gennaio 2010”. Stilato dunque questo elenco di “problemi e questioni”, Ada Fiore preso atto che “non sono state fornite sufficienti delucidazioni”, ha ritenuto “doveroso per la mia dignità ma soprattutto per la tutela dei miei concittadini, di rassegnare le dimissioni dall’incarico di vice-presidente, per essere libera di intraprendere un’azione legale volta ad individuare eventuali responsabilità e omissioni nell’applicazione contrattuale che, ingiustamente, hanno determinato gravi conseguenze economiche per gi abitanti dell’Aro 4. Ritengo – ha concluso l’ormai ex vicepresidente – che le funzioni istituzionali debbano essere svolte sempre a vantaggio della collettività e mai a servizio di un uso strumentale della politica”.

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