Nuove proposte per il Regina Pacis di Roca

Franco Candido e Giovanni D’Agata propongono l’apertura di un Centro Studi di Archeologia all’interno della vecchia struttura Regina Pacis di Roca Vecchia

Franco Candido, responsabile Italia dei Valori di Melendugno, e Giovanni D’Agata, componente del dipartimento “Tutela del consumatore”, propongono la creazione di un “Centro studi di archeologia” come alternativa all’abbattimento del Regina Pacis di Roca. Dopo la provocatoria proposta di abbattere l’ecomostro che impedisce la vista sul mare tra San Foca e Roca, il famigerato Regina Pacis, da settimane si è aperto un dibattito mediatico sulle possibili soluzioni d’utilizzo dell’edificio curia permettendo. Eppure, secondo Giovanni D’Agata, componente del dipartimento tematico nazionale “Tutela del consumatore” di IDV, e Franco Candido, responsabile IDV di Melendugno, la risposta potrebbe trovarsi ad un tiro di schioppo ed in particolare alla nota area archelogica di Roca Vecchia. È conosciuta, infatti, l’importanza di Roca Vecchia dal punto di vista archeologico-culturale così come testimoniano gli scavi che da anni vengono portati avanti e che hanno potuto svelare, almeno parzialmente, l’importanza storica del sito nei secoli fino al tardo medioevo ed in particolare alla fine del XV secolo, quando la cittadina fu abbandonata e poi rasa al suolo. La necessità di proseguire negli scavi e di valorizzare il sito anche dal punto di vista turistico non solo nella stagione estiva – che attrae migliaia di turisti soprattutto per la bellezza del mare e la limpidezza delle acque – ci ha, infatti, spinto a pensare alla nascita di un “Centro studi di archeologia” che avrebbe la sua sede proprio nel restaurato ed adeguato Regina Pacis che potrebbe diventare un volano di sviluppo per tutto il territorio circostante e probabilmente per l’intero Salento, potendo costituire un polo di attrazione nazionale e forse europeo che porterebbe l’attenzione di studiosi a Roca Vecchia e, quindi, a Melendugno e nella Provincia di Lecce. Da qui al pensare che si potrebbero organizzare conferenze di vario tipo il passo è breve attraverso la catalizzazione dell’interesse di studiosi e media durante tutto l’arco dell’anno, realizzando così una certa destagionalizzazione che il settore del turismo sogna da sempre ma che non realizza mai. Tuttavia, questa sarebbe soltanto una parte dell’idea, in quanto accanto alla realizzazione del centro studi di Archeologia, si dovrebbe creare una succursale della “Scuola di specializzazione in Archeologia classica e medioevale” con annesso campus universitario in modo da permettere uno studio della teoria e della pratica archeologica in tutti i periodi dell’anno che consentirebbe di avere da una parte l’attenzione della scienza e dei media sulla zona in maniera continuativa e dall’altro un notevole impulso all’economia non solo di Roca ma di tutto il territorio con la presenza costante degli studenti, docenti e personale universitario. Si potrebbe obiettare che l’università è in crisi e che non ha le risorse necessarie per la realizzazione ed il mantenimento di altre sedi, ma un progetto ambizioso di tal fatta che potrebbe consentirebbe il decollo dell’economia e dello sviluppo culturale di una porzione di regione Puglia dovrebbe trovare il consenso degli amministratori locali di Comune, Provincia e Regione al fine del reperimento di adeguati fondi d’investimento anche comunitari. Franco Candido, responsabile IDV di Melendugno Giovanni D’Agata, componente del dipartimento tematico nazionale “Tutela del Consumatore”

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