Il Noe sequestra una cava a Melpignano

Nell’area di circa 65mila metri quadrati si svolgeva attività estrattiva di conci di tufo senza le necessarie autorizzazioni e senza la documentazione relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, coadiuvati da quelli della stazione di Corigliano d'Otranto, in località “Pigno Messere Giorgio”, nel Comune di Melpignano, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Lecce. Concordando con le risultanze investigative prodotte dai carabinieri del Noe, questi ha disposto il sequestro di un’area di circa 65mila metri quadrati sulla quale si stava effettuando abusivamente attività estrattiva di conci di tufo, in assenza delle autorizzazioni e delle misure di sicurezza previste dalle norme; in particolare i militari hanno accertato che le attività venivano svolte in assenza di autorizzazioni e di un direttore tecnico qualificato; mancava inoltre la documentazione relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro e soprattutto la prevista relazione tecnica sulla stabilità dei fronti di cava, indispensabile per evitare rischi all'incolumità pubblica e privata determinati dalla possibile caduta di massi, considerato anche che la cava è a ridosso di una strada comunale. Contestualmente sono state sottoposte a sequestro probatorio anche due macchine cavatufi elettriche che, al momento del controllo ambientale da parte dei carabinieri, gli operai stavano utilizzando per tagliare i blocchi di tufo. Il legale rappresentante della società proprietaria dell’impianto è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lecce. Il valore complessivo della cava e delle attrezzature sottoposte a sequestro è di circa un milione di euro.

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