Riccione. Stea apre il Convegno dei commercialisti

Antonio Stea, agronomo casaranese, ha aperto a Riccione i lavori del 48esimo Congresso nazionale giovani commercialisti

E’ stato il Salento ed in particolare l’agronomo Antonio Stea di Casarano, ad aprire a Riccione i lavori del 48°esimo Congresso nazionale dei Giovani Commercialisti, conclusosi venerdì scorso. Nel suo discorso di apertura, Stea ha sottolineato la necessità di stabilire anche a livello periferico una connessione stabile tra i mondi delle professioni, nello specifico quella dei commercialisti e degli agronomi. “I consulenti debbono essere portatori di esempi virtuosi e di buone pratiche sociali, economiche ed ambientali all’interno del mondo rurale ed delle sue filiere – ha detto Stea -; solo cosi si potrà assistere al ritorno di un utile protagonismo delle aziende agricole nella vita economica dell’Italia e ad una centralità della ruralità. Le aziende – ha aggiunto – devono ritornare al centro di politiche serie di governo ai vari livelli, dal più alto al più basso, rappresentato dall’Ente Comune. Le aziende agricole devono essere accompagnate dalle istituzioni locali in un percorso utile all’impresa ed al territorio nel suo insieme, mentre spesso si assiste ad un’indifferenza. Di fronte a questa mancata sensibilità – ha esortato Stea – siano per primi i tecnici, i commercialisti, gli agronomi, facendo adeguato sistema tra le professioni, a rappresentare le esigenze del mondo rurale. Il consulente sia un orgoglioso ambasciatore delle migliori aziende assistite, ma anche del territorio in cui opera nei confronti di quella parte di imprenditoria che con difficoltà deve ancora compiere passi importanti per giungere alla qualità delle proprie produzioni, unita alla qualità ambientale e sociale”. Per l’importante occasione Stea ha inoltre omaggiato i consiglieri nazionali dei giovani commercialisti di guide turistiche inerenti il Salento e confezioni di olio extra vergine di oliva Aprol.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!