Omicidio di Tuglie, rinviato a giudizio il presunto assassino

E' stato rinviato a giudizio, con l'accusa di omicidio volontario, Gerardo Bianco. Nei guai anche il suo medico curante, che avrebbe attestato una falsa patologia dell'uomo

Si aprirà il prossimo 24 giugno, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce, il processo a Gerardo Luce Bianco, l’operaio 51enne di Gallipoli accusato dell’omicidio di Sergio Tundo, 41enne di Galatina, avvenuto la notte del 5 maggio scorso in via Ugo Foscolo a Tuglie. Il giudice per l’udienza preliminare, Ines Casciaro, lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario. Alla base dell’omicidio, una presunta torbida storia di gelosia e di molestie. Sembra, infatti, che Bianco stesse tormentando da qualche tempo la madre di un suo amico, con la quale in passato aveva avuto una relazione. Lo stesso Bianco sarebbe arrivato perfino ad introdursi nella sua abitazione per rubare alcuni capi di biancheria intima. La donna, stanca delle presunte molestie, avrebbe chiesto all’operaio un incontro chiarificatore. A quell’incontro erano presenti il figlio della donna e Sergio Tundo. La discussione sarebbe presto degenerata in una vera e propria aggressione fisica. La vittima intervenne in difesa del giovane amico, ma poco dopo si accasciò al suolo in seguito ad una coltellata ricevuta all’addome. Un colpo mortale. Il presunto assassino si diede subito alla fuga, ma dopo alcune ore venne poi rintracciato dai Carabinieri della Compagnia di Gallipoli presso la sua abitazione ed arrestato. Nel registro degli indagati sarebbe finito ora anche il medico curante di Gerardo Bianco, che avrebbe certificato che il suo paziente soffriva di una patologia psichica, un disturbo della personalità. Un’ipotesi, però, respinta dal consulente del Tribunale: il dottor Serafini De Giorgi. Dalla relazione depositata dal ctu risulterebbe che Bianco fosse perfettamente capace di intendere e di volere al momento del tragico evento. Sarà ora la Procura a valutare l’operato del medico dell’imputato.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!