Lecce. L'informazione entra nelle scuole

Il progetto, “La Legalità nel Quotidiano”, che risponde all'esigenza di educare i giovani all'informazione, alla comunicazione e alla legalità

Rientra nel quadro del progetto didattico “Il Quotidiano in classe” il meeting formativo che si è svolto nei giorni scorsi, nell’Aula Magna del Liceo Pietro Siciliani di Lecce. Per promuovere l’iniziativa si è attivato l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori di Firenze, impegnato in azioni di partenariato con la Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni, che persegue l’obiettivo di diffondere, nelle aree meridionali, la cultura della legalità. L’evento, si inserisce nel ciclo di incontri previsti dal Concorso denominato “La Legalità nel Quotidiano”, che vede la presenza di vari professionisti accomunati dalla volontà di promuovere proposte educative sul territorio, nell’ambito della società civile. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti e le studentesse frequentanti i tre indirizzi di studio del “Siciliani”, coordinati dal Dirigente Scolastico prof. Carlo Nestola e dalle docenti di materie letterarie e diritto. Il tema discusso è stato sopratutto quello dell’educazione alla legalità, con il coinvolgimento di altre scuole viciniori. Il programma dei lavori ha seguito la formula dell’incontro-dibattito, con un relatore d’eccezione: per l’occasione, infatti, è intervenuto il giornalista Marco Nese, inviato del Corriere della Sera ed esperto in tematiche interculturali, della criminalità organizzata e del terrorismo. “Oggi, ancor più di ieri – ha commentato la professoressa Maria Rita Insinga, del corpo docente interessato nel progetto – considero fondamentale la lettura del quotidiano per lo sviluppo del processo formativo dei giovani; a ciò contribuisce già da alcuni anni la distribuzione giornaliera del ”Corriere della Sera” in molte aule del nostro istituto. Gli alunni sistematicamente vengono informati sui fatti del giorno, ma non si limitano alla semplice lettura, in genere le notizie vengono seguite nel loro percorso anche nei giorni successivi, vengono conservati articoli e trafiletti spesso riutilizzati per lavori di approfondimento, ricerca e dibattiti in aula, nonché verifiche scritte ed orali su problemi di attualità. Gli studenti mostrano gradire molto questo tipo di attività e ciò è, a mio parere, segno di crescita civile, sociale e di educazione all’informazione. “I giornali raccontano la realtà – commenta poi Marco Nese, inviato de Il Corriere della Sera – leggerli aiuta a capire il mondo in cui viviamo e in cui dobbiamo agire. Per i giovani che si preparano a diventare gli animatori della società del domani è essenziale entrare mentalmente nei meccanismi che regolano i rapporti umani. E mettere a confronto le varie posizioni, valutarle, ragionare su chi ha torto e chi ha ragione, è un modo per aprire la mente degli studenti, abituarli a non accettare mai passivamente ciò che dicono gli altri. I dogmi, il famoso ipse dixit, impediscono il pensiero e il ragionamento. Invece il confronto delle idee è il modo giusto per educare i giovani a essere rispettosi gli uni degli altri e liberi nel giudicare”.

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