275. Le motivazioni della sentenza del Tar

L’avvocato Giovanni Pellegrino ha spiegato i perché della decisione del Tar. Intanto non accennano a placarsi le polemiche tra le associazioni pro e contro raddoppio

Sospeso dal Tar Lecce il provvedimento del Cipe sul raddoppio fino a Leuca della statale 275, si passa ora al vaglio delle motivazioni che hanno portato i giudici a quella decisione, con le associazioni che continuano a dividersi. L’avvocato Giovanni Pellegrino ha spiegato, durante la trasmissione “Fatti e opinioni” di Mondoradio condotta da Luigi Russo, che i giudici hanno riconosciuto l’eccezione secondo cui “da quando nel 2007 la Regione aveva proposto che gli ultimi 6-7 chilometri prima di arrivare a Leuca del tracciato dovessero essere stralciati, il Cipe avrebbe dovuto aprire una fase prevista dalla legge in cui il Ministero delle Infrastrutture e la Regione nominano cinque esperti e valutano quale tra le due soluzioni alternative, presentava il migliore bilancio costi-benefici”. Secondo Pellegrino, “la realtà è incontrovertibile: ad oggi se non ci fossero stati ricorsi, il procedimento sarebbe stato bloccato per una questione finanziaria perché quegli ulteriori 135 milioni di euro stanziati dal Cipe potranno essere prelevati dai Fondi Fas, compatibilmente con le esigenze della finanza pubblica e noi sappiamo che i Fas attualmente sono stati bloccati”. Sul fronte dei favorevoli al raddoppio della 275 un “Grazie onorevole Giacinto Urso” viene da Francesco De Nuccio portavoce delle associazioni (tra cui si contano il “Comitato 4 Corsie Per Lo Sviluppo E La Vita, Pro Loco Leuca, Comitato Pro 275-Castrignano Del Capo, associazione “Familiari Vittime Della Strada”, Sistema Locale Operatori Turistici Del Capo Di Leuca). “I richiami del difensore civico della Provincia di Lecce al “buon senso”, quotidianamente calpestato da politici irresponsabili, sono stati anche in questo caso dovuti, ma non scontati. Siamo stanchi di chi, dietro una patina di perbenismo, continua ad utilizzare la ss 275 per dividere la popolazione in guelfi e ghibellini, rappresentando una sorta di scontro di civiltà che non trova nessun riscontro nel tessuto sociale di questo estremo lembo di terra. Le comunità del Capo di Leuca sono per la stragrande maggioranza a favore del Raddoppio in variante, anche nell’ultimo miglio, per molteplici ragioni che dal pertugio di certe coscienze intrise di malafede, vengono ignorate, sminuite o ridicolizzate. Confidiamo nel suo impegno, nella sua presenza e nel suo stile sobrio e risoluto, per continuare insieme questa battaglia di civiltà. Troppe menzogne sono state confezionate ad arte per ‘dividere’. Vogliamo ora che la Provincia difenda il raddoppio degli ultimi 6 km nel merito non solo per salvaguardare il finanziamento”. Di diverso tenore la “La Rinascita del Salento” con Oreste Caroppo: “La Regione Puglia per fermare il progetto cavalcando le aspettative di coloro che amano il territorio e i suoi più profondi interessi che sono imprescindibili dal rispetto per l’ambiente, si è assunta oggi una grossa responsabilità. Dopo una politica regionale che ha portato sull’orlo del baratro il paesaggio del Sud Salento con le concessioni per gli impianti eolici, fotovoltaici e biomasse industriali, ostacolata dagli stessi ambientalisti si è fatta oggi paladina proprio di quello stesso paesaggio. Da questo momento la Regione deve mostrare a noi tutti che le accuse che le sono state rivolte nella questione 275 sono false. Deve pertanto operare per la riprogettazione totale dell’infrastruttura da Maglie a Leuca dando priorità al primo tratto tra Maglie e Montesano dove la strada attraversa per intero il neo costituito Parco dei Paduli bosco Belvedere, assunto come progetto pilota nel Pptr”.

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