Indagati 4 dipendenti del Ser.t

I quattro avrebbero fornito false attestazioni per far ottenere l'affidamento in prova a Giuseppe Matarrelli, condannato per associazione mafiosa

E’ stato notificato nei gironi scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per quattro dipendenti del Ser.T. (Servizio Tossicodipendenze) di Lecce, che avrebbero favorito, secondo le indagini coordinate dal procuratore della repubblica di Lecce Cataldo Motta, attraverso false attestazioni, l’affidamento in prova al servizio sociale di Giuseppe Matarrelli, che doveva scontare un residuo di pena per condanna definitiva per il delitto di associazione mafiosa. Matarrelli, meglio conosciuto come Mauro, noto imprenditore leccese condannato per associazione mafiosa nel 1994 e nel 2003, titolare in passato dell'Automat service, la società gestiva il servizio di rimozione coatta per il Comune di Lecce, è nome noto agli inquirenti. Nel 2003 finì in carcere nell’ambito della prima operazione “Pit”, come figura imprenditoriale vicina al clan di Filippo Cerfeda. Fu proprio da alcune intercettazioni di Mattarrelli che scaturì il processo denominato “Affari & Politica” in cui furono rinviati a giudizio, e poi assolti, nomi illustri della politica cittadina di Palazzo Carafa. Due gli episodi contestati agli indagati, i medici Francesco Abate e Roberto Buttazzo, e le due assistenti sociali Cinzia Perrone e Isa Zumbaio. Nel primo, relativo all’agosto del 2006, i medici avrebbero falsamente attestato, “sulla base degli esami tossicologici e della valutazione clinica effettuata”, la dipendenza da eroina di Matarrelli, in modo da avviare per lo stesso un programma terapeutico per l’affidamento in prova al servizio sociale. Lo stesso Buttazzo, nel novembre del 2006, con la complicità della Perrone e della Zumbaio, avrebbe falsamente attestato il perfetto rispetto delle prescrizioni del programma terapeutico, inviando una falsa relazione al Tribunale di sorveglianza di Bologna.

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