“No alla strage dei pini a Maglie e Nociglia”

E' l'appello lanciato dal Coordinamento civico per la tutela della salute e del territorio di Maglie

“Fermate gli abbattimenti, chi uccide un albero uccide se stesso”. Il Coordinamento Civico di Maglie per la Tutela della Salute e del Territorio, chiede di bloccare la “selvaggia e fulminea azione di taglio e totale estirpazione di alcune decine di grandi pini ad ombrello” messa in atto in questi giorni nel rione Immacolata, nel centro urbano di Maglie. “Con quale coraggio – si chiede il coordinamento – un amministratore può condannare, con una sua firma, ad una così ingiusta morte, tanti robusti alberi, in perfetta salute e che non presentavano alcun problema di staticità? Come è possibile che non vi sia stata nessuna voce di civile opposizione politica a quanto ordinato, ma a noi purtroppo non noto in tempo per intervenire preventivamente?”. Ma l'accorato appello del Coordinamento si estende con urgenza anche ad un altro comune del basso Salento, dove si teme per il destino dei suoi caratteristici pini. “Chiediamo che il sindaco di Nociglia, Giuseppe Fracasso, faccia prevalere la saggezza sulle serpeggianti pretestuose pulsioni amministrative che vorrebbero l'abbattimento dei bellissimi pini che adornano e impreziosiscono, in maniera pittoresca, la periferia e le belle strade di accesso al paese di Nociglia». «Un reato ai danni del già misero patrimonio arboreo pubblico della città di Maglie – osserva Oreste Caroppo, del direttivo del Coordinamento – tanto più grave nel momento storico di convalescenza che il nostro territorio vive, dopo anni di fortissimo inquinamento addizionale per l'attività nociva di un inceneritore di rifiuti e biomasse, che ha operato a breve distanza dal centro urbano. Su una logica virtuosa di adattamento migliorativo e di rispetto della natura, con sostituzione delle mattonelle danneggiate dalle radici degli alberi, con aiuole verdi più ampie, è prevalsa, invece, quella dell'aggressione selvaggia contro i nostri inermi concittadini verdi”. “Crediamo che sarebbe più proficuo per tutti e per l’ambiente – aggiunge Caroppo – se, anziché abbattere, gli amministratori colpiti da queste frenesie individuassero delle aree urbane o extra-urbane libere dove piantare nuovi alberi di specie autoctone, rimboschire, con l'impiego degli stessi soldi della comunità. A partire dalla città di Lecce si è sviluppata una corsa incontrollata all'estinzione programmata dei Pini d'Aleppo dal paesaggio urbano salentino, nata da esigenze di sicurezza nel caso di pochi esemplari arborei dalla cattiva staticità, ma poi estesasi a tutti gli alberi della specie, indistintamente, con l'avallo della falsità diffusasi, secondo cui non si tratterebbe di una specie nostrana. Un olocausto assolutamente ingiusto, che, nell'ignoranza, si è esteso anche ai cugini dello stesso genere, in particolare al Pino marittimo e al robusto Pino ad ombrello, come nel caso magliese. Occorre perciò riaffermare presto l'importanza ed irrinunciabilità dei pini nella biodiversità del Salento e nel paesaggio urbano. Chiediamo perciò che a Maglie, come a Nociglia e altrove non siano più tagliati con tanta insensibilità e faciloneria gli alberi di Pino domestico, Pino d'Aleppo o di qualsiasi altra specie”.

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