Casarano. Via i cassonetti, restano i rifiuti

Casarano si prepara alla differenziata porta-a-porta spinta. Ma c’è chi si i ostina a depositare i rifiuti sempre nello stesso luogo, anche se il cassonetto non c’è più

I sacchetti pieni di rifiuti al posto dei cassonetti. Da alcuni giorni è partito il piano di sgombero dalle strade dei bidoni della spazzatura, preludio per instaurare la differenziata porta-a-porta spinta, compreso anche l’umido, su tutto il territorio comunale. Purtroppo, però, Amministrazione comunale e “Geotec”, la ditta appaltatrice del servizio, stanno facendo i conti con la forza dell’abitudine (possiamo chiamarla anche “ristrettezza mentale”?) di una parte della cittadinanza, per fortuna minoritaria, che si ostina a depositare i rifiuti sempre nello stesso luogo, anche se il cassonetto non c’è più. Ieri, per esempio, è accaduto in via Archimede, nei pressi dell’ospedale “Ferrari”, ma è da alcuni giorni che gli operatori ecologici intervengono per pulire gli spazi dove prima c’era il bidone. Mentre l’operazione continua, intanto a Palazzo dei Domenicani giungono le prime proposte per migliorare il servizio. Una di queste è partita dall’associazione politico-culturale “Per Ivan De Masi sindaco”, movimento che esprime ben tre esponenti in Consiglio Comunale (Giovanni Pino, Leonardo Ciurlia e Giuseppe Lisi). Nei giorni scorsi, infatti, l’associazione ha presentato un progetto di isola ecologica da realizzare in città dove poter depositare i rifiuti che non possono essere riciclati con il porta-a-porta. L’isola ecologica è l’alternativa al numero verde (800-132821) per i rifiuti ingombranti, che però si ritirano solo una volta a settimana. “Il cittadino – sostiene il capogruppo Giovanni Pino – deve avere sempre la possibilità, non solo il martedì, di conferire questo tipo di rifiuti in modo corretto. Questa proposta come altre che faremo in futuro, va in direzione del nostro concetto di città che deve essere più accogliente, più vivibile e più sostenibile”. La proposta della lista De Masi prevede la realizzazione di un’area di 23×23 metri, suddivisa all’interno da cinque sezioni per ogni tipo di rifiuto (ferro, legno, plastica, alluminio, elettrodomestici usati ecc.), sorvegliata da un sistema di telecamere a circuito chiuso, alla quale si accede facilmente con un autoveicolo. “Basterebbe farsi un giro nelle zone periferiche per capire che ci troviamo con una situazione di degrado – spiega Sasà Stanca, presidente del movimento –; questa proposta dà soprattutto l’opportunità ai cittadini di tutelare il territorio, ma è chiaro che devono avere una sensibilità maggiore rispetto a quella che hanno finora dimostrato”. Secondo il movimento “demasiano” l’isola ecologica dovrebbe avere costi modesti e potrebbe essere realizzata sfruttando un relitto stradale oppure in un’area della zona industriale.

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