Come vincere la paura del nuovo

Spunti per importare il modello di riforme bipartisan di Obama. Basta con NIMBY, NIMTO, BANANA, e persino NIMU (Not In My University)

di Michele Ciavarella* Si fa un gran parlare da molto tempo di crisi della Scuola e dell’Università, di meritocrazia, di Italia bloccata, di esigenza di rilancio della Ricerca. Di investire nell’educazione in generale, ogni politico parla come della soluzione di tutti i mali, e Tony Blair aveva coniato un bel programma elettorale in soli tre punti nei suoi dieci anni di governo in UK, molto semplici: “Education, Education, Education”, in parte fallito nonostante i grossi investimenti – una sintesi su BBC (http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/education/6564933.stm). Tuttavia, alla resa dei conti i politici sono più pronti a reagire alle crisi finanziarie, ed riuscire ad uscirne rapidamente, che a quelle dell’Education, come dice l’ex-Ministro venezuelano e global thinker Moisés Naím “Educazione disastrata la peggiore delle crisi”, del Sole24ore di 18 ottobre 2009? In effetti, Obama ha reagito alla crisi con il Pacchetto Stimulus da ben 800 miliardi di dollari (il 5% del PIL) di cui una discreta parte 21 miliardi nella Ricerca (ossia 2.5% del pacchetto totale) con finanziamenti immediati di progetti in gran parte già valutati e volti al rilancio dell’occupazione di ricercatori. Invece, l’Europa ha stanziato intanto solo il 2% in media, e l’Italia meno dell’1%. Inoltre, di questi a in Ricerca e Università, limitandosi alle banche e ai grandi piani di rottamazione e incentivazione di acquisto di vetture. I politici sembrano avere un problema di sdoppiamento di personalità (o forse un problema di personalità tout court): in campagna elettorale promettono di occuparsi di Education (perché il problema è ovviamente sentito dalle famiglie come uno dei più importanti), ma poi vengono presi da maggiori “emergenze” e comunque non colgono due aspetti fondamentali. Uno, quello classico dei due grandi Nobel dell’Economia Schumpeter (” Teoria dello Sviluppo Capitalistico”) o Arrow (di ” Economic Welfare and the Allocation of Resources for Invention”) i quali affermano che l'investimento in ricerca porta forte innovazione a distanza di un certo numero di anni e che non è molto compatibile con l'esigenza del profitto, per cui si “impone” che la ricerca sia sostenuta dallo Stato. L’altro, più originale che mi permetto di sostenere, è quanto dimostrato da Obama con il Suo Piano Stimulus del 2009 – ossia che anche la Ricerca può rilanciare l’economia in momento di crisi. Questo, non viene colto in Europa nonostante la Francia di Sarkozy, e ancora meglio la Germania di Angela Merkel, ricercatrice essa stessa, stiano facendo grandi piani per l’eccellenza che non tarderanno ad aumentare il divario tra queste nazioni e l’Italia, che non a caso si trova oggi a pensare di comprare centrali nucleari francesi. Questo non viene colto a maggior ragione in Italia, e persino nel convegno organizzato da Gruppo2003, “Tutti rilanciano per superare la crisi. E noi no? “INSIEME PER LA RICERCA. Scienziati italiani d'ITALIA e USA per una nuova governance” a Milano, 21 settembre 2009 – Università Bocconi, con oratori di eccellenza quali Claudio Bordignon, Giuseppe Remuzzi, Alberto Mantovani, Tito Boeri, Giovanni Dosi, Roberto Peccei, Roberto Celi, Giorgio Einaudi, Alberto Sangiovanni-Vincentelli, Sergio Dompé, Tommaso Maccacaro, Vito Campese. Infatti, nel programma si trova un interessante spunto “E’ opinione diffusa che gli interventi di natura finanziaria e industriale da soli non basteranno per assicurare all’Europa, agli Stati Uniti e al Giappone una via di uscita dalla crisi affidabile e sostenibile nel tempo. Altro andrà fatto: andrà sostenuto il talento, il capitale umano e, in particolare, la Ricerca, la Scienza e l’Innovazione, al fine di disporre – in un pianeta che aumenta continuamente la propria popolazione ed invecchia – di nuove soluzioni e di nuove tecnologie; in una parola, di nuove prospettive di sviluppo sostenibile. Notiamo con soddisfazione il fatto che il Presidente USA, Barack Obama, appena insediatosi, abbia imboccato una strada di forte sostegno alla Ricerca e alla Scienza, con la decisione di impegnare nuovi investimenti e con la immediata rimozione del divieto all’impiego delle cellule staminali di origine embrionale, fatto che avrà ripercussioni non solo nella ricerca biomedica, ma rappresenterà probabilmente un impulso di rinnovamento e di apertura per tutti gli altri campi della Scienza.….. In Italia da decenni si parla di sostegno alla Ricerca e all’Università; ma sempre da decenni gli investimenti stagnano, anzi si prospettano tagli “virtuosi”, senza misure che diano a breve ossigeno ai ricercatori e prospettive di impegno a lungo termine. Tuttavia, la proposta riguarda la possibilità di istituire una rete di agenzie o strutture ad hoc, coordinate da un’unica cabina di regia e di avviare il riordino degli Enti Pubblici di Ricerca, che sono gli attori fondamentali della Ricerca finanziata dallo Stato. E non di fare subito il Piano Stimulus, come propongo io. Naturalmente, le due proposte non sono in contrasto, e c’è da dire che forse la mia proposta è fattibile una volta che si vogliano liberare le risorse, e spero che la proposta Gruppo2003-ISSNAF vada avanti in parallelo, anche grazie alla nomina di Alberto Mantonavi all’organo CEPR . Il Comitato è tuttavia solo consultivo. Tornando alla politica, sia il governo Prodi che quello attuale di Berlusconi, hanno dato priorità ad altre emergenze – Prodi nel 2006 taglio del 30% ai finanziamenti PRIN e nel 2007 prelievo dal fondo per la ricerca di 30 milioni di euro per gli autotrasportatori, Berlusconi con la minaccia (più che vero “obiettivo”) della privatizzazione, ha emanato L.133 del 2008 per ridurre a regime di un quinto il finanziamento ordinario all’Università e quindi anche alla ricerca scientifica, ha bloccato il turnover e possibilità per le Università con i conti a posto di destinare il 60% dei posti ai ricercatori. La legge Gelmini del 2009 cambia normative nei concorsi a ricercatore, ma trascina ancora quelli delle altre categorie, creando peraltro presupposto per migliaia di idonei senza chiamata, un clima da rivoluzione. Nel 2004 il precedente Governo Berlusconi vara l'Istituto Italiano di Tecnologia con una dotazione annua di 100 milioni di euro. Risultano non spesi circa 400 milioni di euro probabilmente per la lunga fase di “rodaggio” durata quasi cinque anni, e ora non spesi magari per conservarli per futuri problemi (dato che in Italia, tra nemici, e inerzie, non si riesce mai a costruire qualcosa che duri nel tempo). Al tempo stesso, va positivamente registrata la rete collaborativa costituita con alcuni centri di ricerca italiani di eccellenza, ma molti lamentano procedure non aperte a tutti e valutazioni molto turbolente con soggetti che sono spariti e altri che sono comparsi nei “board”. Alcuni lamentano conflitti di interessi, tra il Prof Veronesi è controllore ma anche oggetto di collaborazioni (nella valutazione 2009 del chairman Prof. Bizzi di MIT, il Prof. Veronesi suggerisce di condurre la sperimentazione clinica di certe ricerche IIT nel suo istituto IEO apertis verbis che per me è una cosa sana, ma altri potrebbero vederlo come conflitto di interessi), e ovviamente grande spazio ricevono le Nanotecnologie di cui Cingolani stesso è “padre” di un grande istituto a Lecce – di recente anche beneficiato di un grande accordo CNR (Presidente Maiani) – Regione Puglia per 10 milioni di euro atti alla costruzione di un nuovo Campus. Questo successo dell’IIT da un lato sembra attirare critiche su Espresso (Roberta Carlini), interrogazioni parlamentari (On. Prof. Bachelet), libri (SylosLabini e Zapperi, Laterza), e infine un articolo su “Science”, che non è ancora bilanciato e messo a tacere da altrettanta produzione scientifica su riviste di quel calibro. Dall’altro sembra creare una situazione di squilibrio tra tutto il resto della ricerca che invece boccheggia disperata. Si vedano i progetti FIRB-Futuro in Ricerca, che avevano fatto sognare tanti giovani, e che ancora non si sa come finiranno. Nella presente nota piuttosto, proverò a mostrare come, pur nelle lodevoli intenzioni da cui ha cominciato, la Riforma Gelmini non ha nessuna speranza di operare cambiamenti se non cosmetici al mondo dell’Education e della Ricerca, e anzi rischia di danneggiarli irrimediabilmente. E, confrontando spunti di giornalisti autorevoli di due anni fa, quando il governo era appena nato, e più recenti, a urne regionali chiuse, propongo il concetto che anche riformare l’università sarebbe in Italia una “Grande Opera” alla stregua di Centrali Nucleari, Ponte sullo Stretto, Alta Velocità, Banda Larga. In modo da suggerire al governo, che avrà recuperato il fiato dopo le elezioni regionali, di ripartire con un’opera corretta nel tiro. Ne va del nostro futuro, scegliendo le strategie facili episodiche e sbagliate si va verso il Paese del Terzo Mondo, mentre solo con gran fatica e strategia, e unendoci meglio all’Europa, potremo combattere ancora ad armi pari con USA e Paesi del BRIC. Solo impostata così, ossia come una Grande Opera, forse oggi abbiamo una speranza per sradicare la crisi educativa, che dura da decenni, e che ad alcuni sembra un percorso di decadimento inarrestabile. Non parlo solo di investimenti, che, come dicono alcuni, se ancora messi nella direzione sbagliata possono peggiorare la situazione e frenare l’innovazione, ma spingendo verso l’innovazione in modo molto ma molto più deciso. Innovazione a volte low cost, a volte zero-cost, a volte esosa. Anche perché la creatività, i premi Nobel e l’innovazione, non si possono fare “per decreto”! Data la lunghezza dell’articolo, verranno pubblicati in seguito i paragrafi 1. Introduzione. Liberare la crescita o tornare agli anni ’60? 2. La riforma Gelmini dovrebbe ripartire come “grande opera” 3. Un parallelo non voluto della Marcegaglia tra emergenza rifiuti e crisi Università e ricerca 4. Teledidattico antico e moderno low cost: web-learning, e miei esperimenti “artigianali” zero cost su Facebook 5. Effetti della crisi dell’Università e ricerca. Mondo del lavoro 6. La possibilità dell’invasione del low-cost straniero Mi preme invece qui passare all’epilogo. 7. Epilogo Il mio sabbatico a Ecole Polytechnique di due anni fa, tra le tante cose positive che ha prodotto, mi aveva permesso di seguire un interessante movimento di idee in www.ScienceDebate2008.com basato sul WEB. Infatti, allora in USA Bush tagliava sulla Ricerca, per finanziare le guerre in Iraq. Come in Italia Prodi prima e Berlusconi poi, hanno tagliato per risolvere altre emergenze (Alitalia, Autotrasporti, rifiuti, G8, etc.), o progetti megalomani di cui però non capiamo ancora la ratio, e la fattibilità. I maligni dicono che, ad annunciare “grandi opere”, alla fine rimane qualche “grande briciola”, e “Grandi Voti”. E allora, rispetto ai 100 miliardi di euro per fare le centrali nucleari, un 2-3 miliardi di euro per un piano di rilancio strategico dell’Università e della Ricerca, appaiono briciole. Noi ci contenteremmo. Infatti, io e pochi altri ci siamo attivati a creare un team per lanciare “Italian Science Debate”, www.sciencedebate.it – che in questi giorni comincia ad essere operativo, in cui si lanciano alcune proposte preliminari, ma senza essere una “petizione” chiusa. Un movimento un po’ più moderno di una petizione che suona tanto “Web 1.0” dove le idee sono preconfezionate e l’utente può solo leggerle, e molto più Web 2.0, dove la discussione può portare, con la forza dei numeri e delle idee, verso nuovi piani ambiziosi e condivisi, e di una certa influenza politica. Speriamo che, così come in America il dibattito allargato del 2008 ha portato una sferzata nella opinione pubblica oltre che nella politica creando una nuova politica bipartisan per la Scienza USA con Obama, Italian Science Debate italiano porti una sferzata in quella Italiana. Che sia democratica e liberista insieme. Finora, abbiamo visto un’Italia su due binari. Pochissimi che godono di finanziamenti direi adeguati (IIT), e criticati da molti, e moltissimi che non godono ormai di nessun finanziamento (se non il mero stipendio) o infine altri che nemmeno lo stipendio riescono ad avere. Sembra utile richiamare quello che Obama negli USA sta facendo in questi giorni, insieme alla storica battaglia per la Sanità. La riforma dell’Educazione, e saranno programmi strategici, con iniezioni sostanziose di fondi ai meritevoli sulla base di programmi precisi, come quelli elencati a suo tempo su www.sciencedebate2008.com. E di cui raccolgo in appendice una traduzione. Year after year, we’ve seen billions of taxpayer dollars handed out as subsidies to the bankers and middlemen who handle federal student loans, when that money should have gone to advancing the dreams of our students and working families. Last Friday, that was changed forever. Barack Obama Ringraziamenti per letture di bozze di questo articolo e commenti al Prof. Ing. Umberto Ruggiero, già rettore del Politecnico di Bari e ora presidente di Universus Csei (www.universus.it), grande innovatore delle università negli ultimi 50 anni, e a Marco de Rossi, rettore “bambino” nonché studente Bocconi. // Appendice: Le risposte di Obama su 1) Innovazione e 2) Education tratte dalle 14 risposte su www.sciencedebate2008.com (mi assumo merito e demerito per la traduzione non perfetta) 1) Innovazione: Scienza e innovazione sono state responsabili per metà della crescita dell’economia americana dalla seconda guerra mondiale. Ma alcuni studi recenti mettono in dubbio che la Leadership Americana possa continuare in queste aree vitali. Quali politiche supporterà per assicurare che l’America rimanga il leader mondiale nell’innovazione? Assicurare che gli U.S.A. continuino a essere leader nel campo della scienza e tecnologia sarà una priorità centrale per la mia amministrazione. Il mondo ancora invidia le nostre grandi capacità nell’ innovazione, ma ci troviamo ad affrontare sfide senza precedenti che richiedono un nuovo approccio. Per esempio, gli U.S.A. importano ogni anno 53 miliardi di dollari di prodotti di tecnologia avanzata in più rispetto a quanto ne esportano. La Cina è, attualmente, il maggior esportatore di prodotti Hi-tech al mondo. Questa situazione di concorrenza non può che peggiorare nel tempo perché il numero di studenti americani che intraprendono carriere tecniche è in diminuzione. Gli U.S.A. figurano al 17esimo posto tra le nazioni sviluppate come percentuale di studenti di college che ricevono una laurea in scienza o ingegneria; trent’anni fa eravamo al terzo posto. La mia amministrazione aumenterà i finanziamenti per la ricerca di base nel campo della fisica e delle scienze della vita, della matematica e dell’ingegneria, ad un livello che raddoppierebbe il budget destinato alla ricerca di base nel prossimo decennio. Aumenteremo gli assegni di ricerca per i ricercatori all’inizio della carriera per incoraggiare i giovani scienziati ad entrare in questi campi. Aumenteremo il sostegno ai portafogli di ricerca ad alto rischio ed alto guadagno destinati alle nostre agenzie scientifiche e investiremo in ricerca di avanguardia di cui abbiamo bisogno per soddisfare le nostre sfide in campo energetico e per trasformare i nostri programmi di difesa. Un energico programma di ricerca e sviluppo richiede l’incoraggiamento di persone talentuose ad avvicinarsi nei settori della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) e dando loro il sostegno di cui hanno bisogno per esprimere il loro potenziale. La mia amministrazione si adopererà per garantire agli studenti l'accesso a un solido curriculum scientifico ad ogni livello in modo che possano laurearsi conoscendo come funziona la scienza usando una formazione pratica ed altamente informatizzata. Come presidente, lancerò un programma di borse di studio che paghino i costi di formazione per l’insegnamento universitario e preuniversitario per coloro che si impegnano a insegnare nelle scuole ad elevato bisogno, dando priorità agli insegnanti di matematica e scienze. Inoltre, la mia proposta di creare “Teacher Residency Academies” aggiungerà 30.000 nuovi insegnanti alle scuole superiori di alto bisogno , formando migliaia di insegnanti di scienze e matematica. Farò anche ampliare l'accesso all'istruzione superiore, lavorerò per indirizzare una maggiore di questi studenti nella scienza e nell'ingegneria, e aumentarò le borse di studio universitarie della “National Science Foundation (NSF)”. Le mie proposte per la fornitura di connessioni Internet a banda larga per tutti gli americani in tutto il paese contribuirà ad assicurare che più studenti siano in grado di rafforzare la loro realizzazione nelle “STEM”. Il progresso nella scienza e nella tecnologia deve essere sostenuto con programmi atti a garantire che le imprese statunitensi abbiano forti incentivi per convertire rapidamente il progresso in nuove opportunità di business e posti di lavoro. Per fare questo, la mia amministrazione farà la “R&D tax credit permanent”. 2) Education: Tutti i cittadini americani necessitano di un’istruzione di elevata qualità formativa STEM che ispiri loro a conoscere di più circa il mondo che li circonda, che li attragga ad affrontare problematiche impegnative, e li coinvolga in lavori di alta qualità intellettuale. L’istruzione STEM non è più solo per coloro che perseguono carriere STEM, essa dovrebbe aiutare tutti i cittadini a risolvere i problemi, collaborare, valutare i fatti, e comunicare idee. Lavorerò per garantire che tutti gli americani, compresi quelli in gruppi tradizionalmente sottorappresentati, abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per impegnarsi nella società, innovare nel nostro mondo, e competere nell'economia globale. Intendo sostenere la ricerca per capire le strategie e i meccanismi che portano miglioramenti duraturi alla formazione STEM e garantiscano che le pratiche (più) promettenti siano ampiamente condivise. Ciò include incoraggiare lo sviluppo di materiali didattici e tecnologie STEM all'avanguardia, e lavorare con gli educatori per garantire un sistema di valutazione delle conoscenze e competenze indispensabili per il 21° secolo. Porterò coerenza alla formazione STEM intensificando il coordinamento di programmi di educazione federale STEM e facilitando la cooperazione tra le attività dello Stato. Di recente ho introdotto “the Enhancing Science, Technology, Engineering and Math Education Act of 2008” che mira a istituire una commissione per l'istruzione STEM all'interno dell’OSTP per coordinare gli sforzi delle agenzie federali impegnate in istruzione STEM, consolidare le iniziative educative STEM che esistono all'interno del Dipartimento di Scienze della Formazione, sotto la direzione di un Ufficio di Istruzione STEM, e creare un Consorzio di Stato per l'istruzione STEM. Queste riforme rafforzeranno il coordinamento interministeriale a livello federale, incoraggeranno la e collaborazione su standards e criteri di valutazione comuni in materia di istruzione STEM a livello statale e locale, e realizzare un meccanismo per condividere le innovazioni più recenti in materia di istruzione STEM tra gli educatori. Recentemente Ho anche sponsorizzato un emendamento, che è diventata legge, all’ ”America Competes Act” che ha stabilito un programma competitivo di sovvenzioni statali a sostegno opportunità per l’apprendimento estivo con programmi di studio che enfatizzino la matematica e il problem solving. Il mio piano di formazione si basa sul riconoscimento che gli insegnanti svolgono un ruolo critico nella realizzazione e l'apprendimento degli studenti. Il mio governo lavorerà a stretto contatto con gli Stati e le comunità locali per garantire l’assunzione di laureati in materie scientifiche e matematiche per l’insegnamento. Attraverso un Servizio di Borse di studio per gli insegnanti, un Programma di Sostegno all’insegnamento e un programma di sviluppo della carriera , voglio trasformare la professione di insegnante da un mestiere che riguarda troppe figure sottopagate e non sufficientemente qualificate a uno che attiri i migliori talenti nell’ambito STEM per le nostre scuole. Non si può rafforzare l'istruzione STEM senza affrontare le sfide più ampie di migliorare l'istruzione americana e altri temi prioritari. Oltre ad un focus sugli insegnanti di qualità elevata, il mio piano generale affronta le esigenze dei nostri bambini maggiormente bisognosi, si concentra su solidi dirigenti scolastici, e coinvolge il sostegno di genitori e della comunità. Le mie proposte per un programma globale “zero a cinque” farà in modo che i bambini accedano alla scuola pronti a imparare. E quando hanno finito la scuola, farò in modo che attraverso la nuova agevolazione “4.000 dollars American Opportunity Tax Credit”, abbiano accesso a un istruzione superiore a costi ragionevoli che darà loro la possibilità di accedere allo studio della scienza di cui hanno bisogno per essere leader nei campi STEM e nei i vari settori della nostra società. *Politecnico di Bari (It) Delegato del Rettore ai Rapporti con il CNR Editor, www.sciencedebate.it web page: http://poliba.academia.edu/micheleciavarella blogs http://rettorevirtuoso.blogspot.com/ Nella foto: Il prof. Ciavarella (sulla destra) con Benoit Mandelbrot (sinistra), “collega” Politechnicien (Fr) dove ero «maitre de conference » in sabbatico nel 2008. Grandissimo scienziato ribelle (andò via da Harvard dicendo che era un covo di mediocri ), ha una cultura smisurata e una formazione privata dallo zio grande matematico, che gli ha portato a sviluppare i «frattali» enti prevalentemente geometrici, che ha applicato a quasi tutte le branche del sapere. Numerose università del mondo gli hanno conferito la laurea honoris causa; mi fa piacere che in Italia l'Università degli studi di Bari gliene ha conferita una in Medicina e Chirurgia il 13 novembre 2007 con la seguente motivazione: “La visione altamente unificante del fenomeno della vita che ci offre il professor Mandelbrot, si riflette in campo medico con un approccio unitario, prima sconosciuto, alla malattia e alla persona malata”. In occasione del conferimento della laurea, il prof. Mandelbrot ha tenuto una lectio magistralis intitolata “Fractals in Anatomy and Physiology”, nella quale fra l'altro affermava: «Il concetto di base che unisce lo studio dei frattali alle discipline come la biologia e quindi anatomia e fisiologia parte dalla convinzione di un necessario superamento della geometria euclidea nella descrizione della realtà naturale. Volendo essere molto sintetici, i frattali servono a trovare una nuova rappresentazione che parta dall'idea di base che il piccolo in natura non è nient'altro che una copia del grande. La mia convinzione è che i frattali saranno presto impiegati nella comprensione dei processi neurali, la mente umana sarà la loro nuova frontiera». Siccome a Mandelbrot piace l’Italia, non capisco perchè una «Grande Opera» non potrebbe essere chiamare una cattedra speciale per lui, magari tra una centrale nucleare e un ponte sullo stretto, qualcosa sufficiente per portarsi in casa Mandelbrot, lo si trova!

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