Interrogatori e intercettazioni che hanno incastrato Frisullo

La maggior parte delle circostanze riferite da Tarantini avrebbero avuto riscontri. Così Frisullo è stato tirato nell’occhio del ciclone

“Con Frisullo avevo un accordo per una sorta di “protezione politica” ad un costo fisso di 12.000 euro al mese, somma che ho versato da gennaio/febbraio 2008 fino a novembre 2008. Per le delibere che avevo vinto alla Asl Lecce consegnai a Frisullo in due, tre tranches 50.000. Di seguito iniziai i pagamenti mensili”. Tra il 17 novembre del 2009 e il 28 gennaio di quest’anno, Giampaolo Tarantini tira nell’occhio del ciclone Sandro Frisullo. Racconta ai pubblici ministeri di Bari che lo interrogano ciò che fin a quel momento non da detto. Convinto – afferma – che “non sia più possibile proteggere la posizione di soggetti” che, “ad ogni buon conto, mi hanno fatto guadagnare dei soldi”. “Non è animato da motivi di risentimento, ostilità, inimicizia” scrive il gip Sergio Di Paola. E’ “consapevole” che con le sue nuove dichiarazioni affosserà anche se stesso. Diventato famoso per i festini a palazzo Grazioli, dove si incontrarono il premier Silvio Berlusconi e la prostituta Patrizia D’addario, ora il faccendiere Giampi parla dei suoi rapporti con i politici locali. Rivela il “prezzo” pagato per essere favorito negli affari. Così incastra l’ex vicepresidente della Regione elencando non soltanto le “mazzette “ versate, ma anche gli altri regali, comprese le prestazioni sessuali di tre ragazze. Per il riscontro delle sue affermazioni, i magistrati hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali. Alcuni fatti sarebbero già stati riscontrati, su altri è lo stesso giudice a sollecitare nuovi accertamenti “per approfondire nuovi spunti investigativi”. Si attendono quindi risvolti. Tangenti a due politici Tarantini dichiara che “sono due gli unici politici pugliesi ai quali ho corrisposto tangenti”. Uno è Frisullo, il nome dell’altro è stato invece “coperto” dai magistrati con un omissis, probabilmente in attesa di ulteriori verifiche. Aggiunge l’imprenditore: “Ho conosciuto Frisullo attraverso De Santis (l’imprenditore Roberto De Santis, legato a doppio filo con massimo D’Alema. Fu lui a regalare all’ex presidente del consiglio la barca a vela Icarus, ormeggiata nel porto di Gallipoli) che, come ho già detto, me lo presentò nel 2006/2007. Frisullo sapeva delle frequentazioni che avevo, delle ragazze che frequentavo. Quando il rapporto con lui si intensificò pensai di sfruttare l’opportunità rappresentata dal fatto che lui era assessore alle infrastrutture e vicepresidente della giunta regionale, chiedendogli alcuni piaceri in cambio di denaro, cosa che effettivamente avvenne. In particolare gli chiesi una estensione, per forniture alla Asl di Lecce, di una delibera già fatta per il policlinico di Bari per circa 2 milioni di euro, aggiudicata alla Tecnohospital per l’acquisto di ferri chirurgici fino alla soglia del 40 per cento senza nuova gara in virtù di una legge regionale. Gli chiesi ciò conoscendo i contatti che aveva con la Asl di Lecce e in particolare con il dottor Valente (anche lui arrestato giovedì, ndr). Chi decide tutto è il direttore amministrativo, in questo caso era Valente. Frisullo parlò con Valente e mi fece aggiudicare quest’altra fornitura… Sondai prima il terreno facendo chiedere a Frisullo se Valente era disponibile. Lui mi disse di sì e io mi adoperai per illustrare ai primari di Lecce e provincia il prodotto sponsorizzato dalle mie ditte… Anche per la successiva fornitura dei tavoli operatori alla Asl di Lecce intervenne Frisullo… A Frisullo presentai Mimmo Marzocca, titolare di una società di archiviazione di cartelle cliniche di cui non ricordo il nome. Marzocca aveva l’esigenza di concludere una gara con la Asl di Lecce con l’ampliamento di una delibera e mi promise dei soldi per il mio intervento con Frisullo. Ebbi da Marzocca 70.000/80.000 euro in varie tranches da 20.000/25.000 euro l’una. Lui mi dava una busta nella quale c’erano i soldi… A Frisullo consegnai complessivamente circa 80.000 euro trattenendo per me solo 10.000 euro. Concordai con Marzocca il pagamento di 100.000 euro destinati a Frisullo… A me interessava dare i soldi a Frisullo per consolidare il rapporto con lui in vista di altri interventi. I soldi li ho dati o nella sua stanza alla Regione o nella sua macchina, a volte messi in busta. Spesso ci incontravamo al distributore Q8 a San Giorgio/ Torre a mare. Lui arrivava con la sua macchina, faceva uscire l’autista della Regione, io entravo e gli davo i soldi”. Vestiti di lusso Tarantini racconta l’evoluzione del suo legame con il politico del Pd. Dice che si “intensificò fino all’estate del 2008 e si raffreddò dopo la mia vacanza in Sardegna perché lui aveva appreso del mio rapporto con Mannarini e, conoscendo la sua dipendenza da cocaina e dei racconti che lo stesso faceva nell’ambiente leccese delle nostre vacanze in Sardegna, non li approvava. Nel periodo in cui frequentavamo Frisullo mi diceva di non parlare al telefono o nella sua stanza per timore di intercettazione. Peraltro mi aveva detto di aver trovato una microspia nella sua macchina… Nonostante i rapporti si fossero un po’ allentati nel periodo settembre 2008/marzo 2009 continuai a pagare. In qualche occasione si lamentò con me perché per un paio di volte non ero stato puntuale dicendomi che quei soldi gli servivano per aiutare i fratelli. Oltre ai soldi ho regalato a Frisullo due cappotti di Burberry, un cappello sempre di Burberry, tutti acquistati al negozio “Gemelli”. Ricordo che comprai il secondo cappotto perché mi disse che il primo che gli avevo regalato gli era stato rubato. In un’altra occasione acquistai per lui due abiti, un paio di scarpe Church di camoscio marrone, alcune camicie, due cravatte e un cappotto di cachemire. E poi cestini a Natale, buoni benzina, cene e pranzi sempre pagati da me”. Sonia e le prostitute della scuderia Giampi Nel suo pied a terre di via Petroni, che Frisullo si fa pulire a spese di Tarantini dopo l’utilizzo, incontra la prostituta Maria Teresa De Nicolò, detta Terry, a cui invia sms affettuosi. In quell’appartamento Frisullo sperimenta quella che – a verbale – definirà “la ricerca di uno “spazio leggero”, disinteressato, gratuito”. Parliamo delle ragazze. “Le prostitute – scrive il gip – Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone”. Tutte della scuderia di “Gianpi”. Tutte già ospiti del Presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli. La prima, incontra – è noto – Frisullo due volte a Bari, in via Petroni. La Carpentone, a Milano, nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2008: a tradirla è un'intercettazione in cui confessa a “Gianpi” di essere “nuda insieme all'amico”. Il 2 settembre 2008 il politico si accorda con Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo e anche lui indagato, per partire insieme. Il giorno successivo alle 18.30 Sonia invia un sms proprio a Claudio: «Scusa se ti disturbo, volevo solo sap se x stasera vuoi ke ved. Devo saperlo subito x organizzarmi x favore». Alle 19.32 l’imprenditore chiama Frisullo. Tarantini: sono al bar Frisullo: stanno già qui? Tarantini: sì Frisullo: scendo Il 4 settembre Claudio Tarantini chiama Sonia, detta Monia, che dice di essere nella camera del suo amico (alludendo verosimilmente a Frisullo). Sonia: Claudio guarda che sono dal tuo amico Tarantini. A vabbè… ma vieni qua prima Sonia: eh, io sono qua da lui Tarantini. No, ti devo parlare prima, un attimo Sonia: ma come faccio? Sono qua nuda Tarantini: a vabbè, allora poi dopo viene qua, dai… Annotano gli investigatori: “La stessa notte, alle 2.26 Frisullo tenta di chiamare Claudio Tarantini mentre si trova in compagnia di una donna. Frisullo e Tarantini si trovano a Milano nello stesso albergo. In sottofondo si sente la voce di Frisullo che parla con la donna alla quale dice: “Aspetta un attimo, provo di nuovo… o lui in macchina… che io sappia il suo telefono…”. Dopo aver saputo di essere indagato Frisullo si è presentato davanti ai pubblici ministeri. Scrive il giudice: “Frisullo ha negato di conoscere il pagamento in favore di Terry De Nicolò da parte di Tarantini, aggiungendo di aver scoperto solo successivamente che la De Nicolò fosse una escort. E sull’incontro con Sonia Carpentone a Milano, lo ha ammesso ma con la precisazione che il pagamento fu effettuato direttamente da lui”. “Non sono in vetrina ma ancora al negozio” Questa frase pronunciata da Frisullo nel corso di una conversazione con un suo amico, un certo Romano, avrebbe convinto il gip ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, perché significherebbe che Frisullo, nonostante si sia dimesso dalla carica di vicepresidente nell’estate scorsa, ancora stesse esercitando la sua influenza nel settore sanitario e tra gli ambienti politici per trarne un vantaggio. Secondo il gip quindi sarebbe il riscontro del rischio dell’inquinamento delle prove e della reiterazione del reato, dal momento che tarantini “voleva estendere il suo business anche a Lecce”. E’ stata dunque quella telefonata del 17 gennaio scorso a spalancare le porte del carcere a Frisullo. Quel giorno con il suo amico Romano commenta la mossa che nel Pd pugliese ha consentito di tagliare fuori il sindaco di Bari Emiliano dalla candidatura a Governatore: “D’Alema ha messo la faccia per fermarlo… Pensava di essere il padrone del partito”. E chiosa: “Non sono in vetrina, ma sono ancora al negozio. Cerco di dare una mano per mettere un po’ d’ordine negli scaffali”. Per ricostruire la vicenda, leggi anche: Sesso e politica. Tarantini fa il nome di Frisullo Tarantini: “Procuravo donne e soldi a Frisullo” Pd: “Dalla parte di Frisullo” Inchiesta sanità: arrestato Frisullo

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