Sevizie sul figlio di tre anni. A processo

I due conviventi sono attualmente in carcere con l'accusa lui di aver materialmente praticato le violenze, lei di non essersi opposta

Si aprirà il prossimo 22 marzo il processo davanti ai giudici della prima sezione penale per una coppia, un uomo ed una donna, accusati di aver seviziato il figlio di lei di appena tre anni. Le indagini preliminari condotte dalla pm Angela Rotondano si sono chiuse ed il gip Ercole Aprile ha accolto la sua richiesta di procedere a giudizio immediato. I due, una donna di Sava ma residente a Sannicola, ed il convivente, di Aradeo, si trovano presso il carcere di Borgo San Nicola dallo scorso 12 settembre, lui per aver materialmente praticato le violenze, lei per non essersi opposta in alcun modo. I fatti risalgono al alcuni mesi fa; ad aprile la donna, separatasi dal marito, andò a convivere con l’attuale compagno portando con sé il piccolo. Nello spazio di pochi mesi quel corpicino fu costretto a subire le più atroci violenze: dalle botte, ai graffi, alle bruciature di sigaretta. La nonna del piccolo, accortasi che ci fosse qualcosa che non andava nel verso giusto, allertò l’altro figlio, il fratello della donna, che da Manduria arrivò a Lido Conchiglie dove la coppia si era stabilita in condizioni di indigenza. La donna gli affidò il piccolo ed una volta a Manduria, lo zio lo sottopose a controlli medici che non fecero altro che confermare ciò che si temeva. Il bambino aveva i denti rotti, numerosi ferite lungo tutto il corpo, inclusa la schiena, e quel segno di sigaretta su un piede. “Metodi educativi un po’ energici”, si giustificò la madre. Ma la sua versione non convinse gli inquirenti.

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