Maglie. Operazione antiusura: due arresti

GUARDA I VIDEO. Al termine delle indagini, i carabinieri hanno riscontrato un giro di prestiti pari a 410mila euro con restituzione di circa 800mila euro ad un tasso medio annuo del 95%

A Maglie un’operazione antiusura condotta dai carabinieri ha portato all’arresto di due persone. L’indagine ha origine con una denuncia-querela nel luglio 2007 presentata presso la Stazione dei carabinieri di Maglie da un sarto, classe ‘52, vittima di due usurai suoi clienti, uno dei quali titolare di una ditta per la realizzazione e posa in opera di infissi in alluminio con sede a Cursi, e l’altro titolare di un'officina meccanica. Il metodo era tanto semplice quanto collaudato nel tempo: la vittima portava assegni personali intestandoli agli usurai che gli corrispondevano l’importo decurtato degli interessi, variabili da un minimo del 67,50% ad un massimo del 121%. I due arrestati Nella seconda fase dell’indagine gli investigatori hanno accertato che, oltre ai titoli del sarto, sui conti correnti degli usurai vi era traccia di altre operazioni simili (circa 300) che riguardavano altre otto persone, vittime anch’esse dell’ usura. Al termine delle indagini, i militari hanno riscontrato un giro di prestiti in capo ai due usurai pari a 410mila euro con restituzione di circa 800mila euro ad un tasso medio annuo del 95%. I carabinieri hanno così proceduto alla ricostruzione complessiva del patrimonio degli stessi, che è risultato del tutto spropositato rispetto ai redditi dichiarati al fisco e alle attività lavorative svolte ed hanno successivamente ottenuto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per la successiva acquisizione al patrimonio demaniale dello Stato, oltre che degli undici conti correnti, anche di tre terreni con annessi fabbricati (di 220 metri quadrati circa); una concessionaria di auto (di 660 metri quadrati) a Cursi; un’officina artigianale per la produzione di infissi e lavorati in metallo in Cursi; quattro abitazioni a villetta con garages attigui, a Cursi e Corigliano d’Otranto (due di 200 metri quadrati e due di 170 metri quadrati circa); un autolavaggio con annessa officina meccanica a Cursi; un appartamento a Taranto (80 metri quadrati circa); una moto Yamaha R6, per un valore complessivo stimato di 2 milioni di euro circa. Uno dei denuncianti ha avuto accesso al fondo “vittime dell’usura” attraverso la collaborazione tra carabinieri, Procura, Prefettura e Sportello antiracket del Comune di Lecce, ottenendo un finanziamento per scongiurare il fallimento dell’attività imprenditoriale seriamente compromessa dalla vessazione economica degli interessi usurai.

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