L'eroe di Galatina è tornato a casa. Oggi i funerali

La salma di Pietro Colazzo, lo 007 salentino ucciso a Kabul durante un attacco dei talebani lo scorso venerdì, è arrivata a Galatina ieri sera. Oggi, alle 15, i funerali nella chiesa Madre

La salma di Pietro Colazzo, l’agente salentino dell’Aise (l’Agenzia informazioni sicurezza esterna, ex Sismi) ucciso a Kabul durante un attacco dei talebani lo scorso venerdì, è arrivata a Galatina ieri sera, poco dopo alle 21. Una folla composta, era lì ad accoglierla, in piazza San Pietro. Quando il feretro, avvolto nella bandiera tricolore, sul sagrato della chiesa Madre, è stato deposto dal carro funebre, si è levato un intenso applauso. Dalle 8 di questa mattina, nella chiesa Madre, è allestita la camera ardente Poi alle 15 si svolgerà il rito funebre. Alla cerimonia parteciperanno anche il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, e forse il sottosegretario Gianni Letta. IL POPOLO DI FACEBOOK RENDE OMAGGIO AL SALENTINO «Onore a Pietro Colazzo, eroe salentino ucciso a Kabul». È la pagina aperta su Facebook dai ragazzi di «Repubblica salentina», che raccoglie il dolore e lo sconcerto di decine di persone per la scomparsa dello 007 salentino rimasto vittima dell’attentato in Afghanistan. Al gruppo si sono già iscritte più di 3.200 persone e il ritmo di crescita è incalzante. Sulla bacheca virtuale, i commenti sono struggenti e numerosi: si dà sfogo ai ricordi, all’incredulità, ai sentimenti, anche alla rabbia. «L’ho conosciuto al matrimonio dei miei amici, persona splendida e squisita. C’è solo da essere orgogliosi di lui e considerarsi fortunati di averlo potuto conoscere», scrive Adriana che manda un abbraccio ai familiari dell’agente segreto. Tanti pure i messaggi di ammirazione: «Un vero eroe salentino», «Un grande italiano», «Un eroe italiano», così lo definiscono Luca, Luigi e Alessandro. E quelli di affetto: «Comunque e dovunque sarà sempre nei nostri cuori», scrive Valeria. Gli fanno eco Michela e altri amici: «Vive…per sempre…», «Ti vogliamo bene Pietro», «Il Salento ti vuole bene! Avremmo voluto conoscerti meglio, grazie PietroAntonio». Chi come Luca ha conosciuto l’agente di Galatina solo dalle cronache di questi giorni, gli parla così: «Sono onorato di far parte del tuo Salento». Parole dirette, di profonda stima, le scrive anche Domenica: «Sei stato grande come si rispecchia un eroe salentino». Non mancano messaggi pieni di rabbia per la brutale morte. Per Franz, «lui era lì per aiutare le nostre truppe, che sono in Afghanistan per aiutare gli Stati Uniti…». Poche ma eloquenti parole, quelle di Valentina: «Che tristezza e che ingiustizia». Sempre su Facebook, i ragazzi di Repubblica salentina hanno inserito il testo, toccante, della lettera scritta in inglese da un amico di Colazzo, che meglio di tante altre parole rende il senso di vuoto che ha lasciato. «Qui a Kabul tutti noi siamo distrutti, è incredibile pensare che non è più con noi», dice la missiva semplice e commovente, in cui si ricorda la figura «straordinaria» di Colazzo – «così cordiale, discreto, intelligente, e soprattutto umanissimo» – e che descrive il clima di una Kabul che vive in uno stato di guerra.

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