Aperture domenicali, verso una soluzione condivisa

GUARDA IL VIDEO. La vicepresidente della Regione Loredana Capone ha incontrato questa mattina sindacati e associazioni di categoria presso la Camera di commercio. A breve un tavolo di concertazione per definire il calendario delle aperture

Stop alle aperture domenicali selvagge di negozi e centri commerciali. La Regione impugna l’ordinanza del Comune di Cavallino e invita sindaci, commercianti, sindacati, associazioni di categoria e dei consumatori, a prendere parte a un tavolo di concertazione per stilare un calendario delle aperture domenicali straordinarie che tenga conto di tutte le esigenze. Questo il risultato dell’incontro convocato ieri mattina, nella sede della Camera di commercio di Lecce, dalla vicepresidente della Regione Loredana Capone, per discutere della corretta applicazione di quanto disposto dalla legge regionale 11 del 2003. Legge che prevede 38 aperture domenicali da maggio a settembre e lascia autonomia decisionale ai Comuni nei restanti mesi dell’anno, previa concertazione con i sindacati e le associazioni di categoria. E proprio la mancanza di confronto con le parti interessate ha fatto scattare le proteste dei lavoratori degli ipermercati contro i Comuni di Lecce e Cavallino. «La normativa regionale va rispettata da tutti i Comuni sede di ipermercati, senza possibilità di deroghe», ha dichiarato Loredana Capone annunciando la decisione della Regione di impugnare l’ordinanza emessa dal sindaco di Cavallino, Michele Lombardi, che liberalizza le aperture domenicali. Dall’inizio dell’anno, infatti, il centro commerciale Conad-Leclerc è rimasto aperto praticamente tutte le domeniche (otto aperture straordinarie). Mentre l’amministrazione di Palazzo Carafa ha dato seguito alla sentenza del Tar di Lecce, secondo cui «la legge regionale 11/2003 è limitativa rispetto alle direttive comunitarie» (la giudica una legge costituzionale ma inapplicabile), consentendo di fatto le aperture domenicali straordinarie. «I diritti dei lavoratori, dei consumatori e degli imprenditori possono essere tutelati solo attraverso una soluzione condivisa da tutte le parti; bisogna venire incontro alle esigenze di tutti ma senza opprimere i lavoratori, prevedendo una turnazione ed incentivi»: questa la soluzione indicata dalla vicepresidente della Regione durante il confronto con i rappresentanti regionali e provinciali dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl), dei consumatori e delle associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti e altre), ed anche di Anci e Upi. Al termine del vertice, le parti hanno sottoscritto un documento in cui si impegnano a rispettare quanto stabilito dalla legge regionale in materia di commercio e di deroghe alle aperture; riconoscere il valore della concertazione tra le parti al fine di giungere ad una soluzione condivisa anche con gli enti territoriali; condividere con Anci l’impegno di riunire il tavolo di concertazione insieme ai sindaci dei Comuni di Lecce, San Cesario, Surbo e Cavallino. In particolare, nel documento, si chiede al sindaco di Cavallino di revocare l’ordinanza 69 del 24 dicembre 2009 e di giungere ad una soluzione condivisa. Resta ferma la posizione delle associazioni dei consumatori. «Le leggi vanno rispettate ma le battaglie sindacali non devono ricadere sui diritti dei consumatori», dice l’avvocato Luigi Mariano del Movimento per la difesa del cittadino:

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