Regionali. Scontro sul nucleare

Il Consiglio dei ministri: “La Puglia non può impedire la costruzione di impianti nucleari nel proprio territorio”. Vendola: “Saremo disobbedienti”. Palese: “Tu non hai votato la legge”

Il nucleare è terreno di scontro elettorale tra Nichi Vendola, presidente uscente della Regione Puglia e candidato ad un nuovo mandato, e Rocco Palese, capogruppo consiliare del Pdl, anche lui candidato alla presidenza della Regione. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. La proposta è stata avanzata da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, d’intesa con Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali. L’impugnativa si renderebbe necessaria, secondo Scajola, per ragioni di diritto e di merito: le tre leggi regionali interverrebbero autonomamente in materia concorrente con lo Stato, non riconoscendo a questo l’esclusiva competenza sulla tematica della tutela dell’ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza. Ma Vendola non ci sta. “La destra che finge di essere ambientalista a Bari – ha detto – diventa ferocemente nemica dell’ambiente a Roma. Con questa iniziativa – ha continuato – ci viene praticamente detto che dobbiamo obbedienza. Ma non sarà così. La Puglia sarà la Regione più disobbediente d’Italia e continuerà a dire no al nucleare”. Immediata la replica di Rocco Palese: “Il 25 novembre, quando abbiamo approvato in Consiglio la legge regionale sul nucleare, che è stata impugnata, Vendola era assente e non l’ha votata. Il ministro Scajola – ha aggiunto – ha ritenuto che all’interno del provvedimento ci fossero per la Regione Puglia, per la regione Basilicata e per la Regione Campania, vizi di legittimità costituzionale”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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