Stefàno: “Corsa al fotovoltaico, occorre uno stop riflessivo”

Secondo l'assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, “l'esplosione di questa tendenza rischia di trasformare irreversibilmente il nostro territorio”

“La corsa al fotovoltaico che va profilandosi nelle campagne salentine ed il rischio che venga dissipato uno degli elementi di maggiore identità del nostro territorio, il paesaggio rurale, impone uno stop riflessivo”. Lo scrive in una nota l'assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno. “L’allarme lanciato dal consigliere Antonio Maniglio – sottolinea – è un allarme che avevo già portato all’attenzione in sede legislativa, e che oggi è acuito dalla crisi del settore agricolo che, purtroppo, vede in quella opportunità uno sbocco innaturale. L’esplosione di questa tendenza rischia di trasformare irreversibilmente il nostro territorio, e questo deve farci riflettere ed individuare le modalità migliori per porre degli argini. La Regione Puglia con la legge regionale 31/2008, di cui fui relatore in Aula, ha inteso chiaramente porre dei paletti per regolamentare il settore, ma alla luce di quanto sta accadendo in queste ultime settimane, probabilmente quei paletti si rivelano insufficienti. Per questo va fatta una riflessione puntuale. Una riflessione che, naturalmente, non mette in discussione la scelta delle fonti rinnovabili, come pure la multidisciplinarietà a cui anche l’agricoltura pugliese deve puntare, quale fattore aggiuntivo per consentire alle aziende di completare il proprio ciclo produttivo anche con le energie rinnovabili. Ma non possiamo consentire una così radicale alterazione del nostro territorio. Trasformare un intero territorio in una gigantesca centrale è un rischio che non possiamo consentirci, poiché ne andrebbe della reale sopravvivenza economica del Sistema regionale”. “L'opportunità di realizzare impianti fotovoltaici, ma anche eolici – prosegue Stfàno – rappresenta un interesse prevalentemente industriale, che in questo momento di particolare debolezza del settore agricolo rischia di essere una sirena, rispetto ad un diverso utilizzo del territorio. Va tenuto presente, inoltre, che si tratta di scelte irreversibili, che ci porranno in una prospettiva di lungo periodo davanti ad un’altra difficoltà, quella dello smaltimento degli impianti tecnologici. Impianti che presto diventeranno obsoleti, il cui sfruttamento economico è condizionato dalla preesistenza delle agevolazioni comunitarie concesse. Piuttosto, dobbiamo tutti coltivare l’ambizione di modernizzare e innovare una identità produttiva, quella agricola salentina, che è stata e rimane l’ architrave del nostro sistema economico, pur tra mille difficoltà e una congiuntura particolarmente sfavorevole che ha fortemente ridotto la redditività delle nostre imprese agricole, oggi costrette a combattere una battaglia per la sopravvivenza. Una battaglia che non si può vincere, però, a spese del nostro patrimonio rurale. Nella convinzione, peraltro, che il recupero di un vero protagonismo del sistema agricolo pugliese e la conservazione del nostro paesaggio rurale rappresentano gli elementi strategici per sviluppare un attrattore straordinario rispetto alla nostra vocazione turistica”. Conclude la nota: “La battaglia che il nostro sistema agricolo sta giocando in prima linea, la si può vincere mettendo in campo ogni iniziativa utile affinché l’agricoltura recuperi la capacità di essere sistema redditizio e di riverberare effetti economici su tutto il sistema territoriale. Ed anche per questo tutte le Regioni italiane hanno chiesto al governo nazionale un Piano di interventi straordinario, per consentire al sistema agricolo di interpretare con maggiore lucidità una fase di implementazione del Programma di Sviluppo Rurale, che rappresenta una occasione straordinaria per rimuovere alcune delle criticità che caratterizzano il nostro sistema agricolo e che alimentano le sirene di più immediati guadagni”.

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