Uranio impoverito. Per curarsi rischia l’accusa di diserzione

 

Il militare salentino Carlo Calcagni, maggiore dell’Esercito, è ricoverato a Londra ma le Autorità militari non gli hanno concesso l’autorizzazione per curarsi. L’appello del radicale Marco Comellini

Il maggiore dell’Esercito Carlo Calcagni, militare salentino reduce dalle missioni nella ex Jugoslavia, la cui malattia è stata riconosciuta conseguenza dell’uranio impoverito e per questo dipendente da causa di servizio, è al suo primo giorno di ricovero presso il Breakspear Hospital Medical Group (UK) dove rimarrà per circa un mese. Il maggiore Calcagni, di Guagnano, sposato e padre di una bambina di 4 anni, è stato riammesso in servizio dal 1 gennaio scorso presso la Scuola di Cavalleria di Lecce. In un’intervista trasmessa sabato 16 gennaio da Radio Radicale il segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di polizia, Luca Marco Comellini, ha chiesto al Ministro della Difesa Ignazio La Russa di intervenire con la massima urgenza per concedere al maggiore dell’esercito Carlo Calcagni, in conformità a quanto previsto dalla vigente normativa, la dovuta autorizzazione per recarsi e permanere all’estero per essere sottoposto alle indispensabili cure presso un centro clinico altamente specializzato. Nell’intervista il maggiore Calcagni si è detto amareggiato dalla risposta negativa fornitagli telefonicamente solo venerdì mattina da una dirigente della Direzione Generale della Sanità Militare, ma che non potrà fare a meno di recarsi in Inghilterra per curarsi, anche a rischio di essere accusato di diserzione per essersi allontanato dal servizio senza la dovuta autorizzazione. Comellini ha concluso l’intervista invitando il ministro La Russa ad intervenire immediatamente sulla questione che non riguarda solo il caso del maggiore Calcagni ma anche tutti gli altri militari che, come il maresciallo Diana, sono costretti ad affidarsi alla sensibilità dei cittadini per potersi permettere di sostenere i costi delle cure che li tengono in vita.

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