Scorrano. No all’eolico

All'unanimità il Consiglio comunale ha bocciato l’impianto costituito da nove aerogeneratori, torri d’acciaio alte circa 150 metri ciascuna, proprio nelle zone degli uliveti secolari

Scorrano esce dall'”affaire” dell'eolico con un consiglio comunale straordinario e monotematico convocato con la massima urgenza. Stanno per scadere i termini per opporsi all’impianto di mega eolico ereditato dalla precedente amministrazione dello stesso attuale sindaco Mario Pendinelli. A rischio è il futuro di Scorrano, la sua storia, la sua identità ed un patrimonio paesaggistico di flora, fauna, ulivi, querce e muretti a secco, che si era svenduto, forse un po’ distrattamente, alle selvagge società straniere dell'energia. Così venerdì scorso, all'unanimità tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, uniti al sindaco, messi da parte i dissidi, si son ritrovati uniti insieme nell'esprimere un forte parere negativo alla possibilità di realizzare quell’impianto devastante di nove aerogeneratori, torri d’acciaio alte circa 150 metri ciascuna, proprio nelle zone degli uliveti secolari del paese. L’agro di Scorrano oggi è stato incluso dalla Regione nel “Parco dei Paduli-Bosco Belvedere”, per la sua bellezza ed unicità, per questo motivo anche, oltre che per la forte sollevazione popolare che si è scatenata contro la speculazione delle energie rinnovabili, la Regione ha inteso sottoporre a valutazione di impatto ambientale l’impianto scorranese. Era il 13 dicembre 2008, quando, a Scorrano, gli attivisti de “La Rinascita del Salento”, insieme al loro presidente Oreste Caroppo, sotto lo slogan “Non rubateci anche il cielo”, iniziavano una raccolta di firme, tra gli stand della fiera di Santa Lucia, la Santa protettrice della vista, perché gli amministratori salentini aprissero gli occhi sulle autorizzazioni a centinaia di torri eoliche. Poi fu il caso di Nardò che fece dietrofront sull'eolico salvando il paesaggio della costa di Porto Selvaggio e non solo. Oggi Scorrano torna a capire che cosa vuol dire nel Salento dei cento Comuni e dei pascoli rocciosi e degli uliveti, autorizzare torri di mega eolico. “Una devastazione immane – osserva Caroppo – che il Salento non ha conosciuto neppure nei momenti più tragici della sua storia passata più cruenta. Eppure ancora oggi amministratori ciechi non vedono che cosa stanno facendo ai loro territori e alle loro comunità, ebbri della follia eolica! Quando capiranno che il Salento non è un deserto dove poter, senza conseguenze, speculare sulle energie rinnovabili, ma una terra baciata dalla natura da rispettare e amare”?

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