Salento Energia. “Non era il momento”

GUARDA IL VIDEO. Intervista a Giovanni Castigliane, dipendente della Salento Energia. Al Tacco descrive la situazione economia dei lavoratori e delle loro famiglie

I lavoratori proseguono le manifestazioni a difesa dell'occupazione. Nella mattinata di ieri i dipendenti della Salento Energia, la società pubblica della Provincia di Lecce, che avrebbe dovuto svolgere il servizio di controllo degli impianti termici e mai entrata veramente a regime, hanno nuovamente dato luogo ad un sit-in a Lecce, sotto le finestre di Palazzo Adorno. Hanno brevemente incontrato il presidente Antonio Gabellone, cercando, ma invano, rassicurazioni sulla loro sorte lavorativa. I lavoratori sono determinati a proseguire le manifestazioni innanzi alla sede della Provincia, fino a quando non verrà scongiurato il rischio di ritrovarsi a svolgere un lavoro precario o, peggio, di vedersi recapitata una lettera di licenziamento. Abbiamo intervistato Giovanni Castiglione, uno dei dipendenti. La situazione economica dei lavoratori e delle loro famiglie è drammatica. L'ente provinciale pare non stia pagando i salari ai propri dipendenti. Il capitolo della dispendiosa gestione privata del servizio pubblico, che sembrava definitivamente chiuso nel 2008, è stato riaperto con la scelta politica di Antonio Gabellone di liquidare la Salento Energia. Per i lavoratori si prospetta lo scenario di un lungo periodo di mobilità, mentre la Provincia darà probabilmente inizio ad una gara d'appalto affidare ad una società privata la gestione del servizio pubblico. E’ un ritorno al passato. Ed è proprio l'esperienza del passato (vedi inchiesta “I pianti termici” sul Tacco d'Italia del febbraio 2006) a sollevare i maggiori dubbi sull'operazione voluta da Antonio Gabellone. Intanto, ci chiediamo se era proprio questo il momento, in concomitanza con una grave crisi del mercato e della occupazione, di liquidare la società pubblica e, conseguentemente, anche circa 60 lavoratori.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!