Tarantini: “Procuravo donne e soldi a Frisullo”

Gianpi cita ancora Frisullo nell’ambito della maxi inchiesta sulla sanità pugliese. Il legale dell’ex vicepresidente: “Non gli è stato contestato alcun reato”

Nella maxi inchiesta sulla sanità pugliese ricompare il nome di Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia. A farlo sarebbe stato nuovamente Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese di 34 anni, attualmente agli arresti domiciliari a Roma nell’ambito dell’inchiesta del pm Giuseppe Scelsi. Negli interrogatori dello scorso novembre Tarantini avrebbe dichiarato di aver fornito a Frisullo non solo donne, come già ammesso a giugno, quando poi l’ex vice di Vendola venne da questi allontanato (e la Giunta “rimpastata”) ma anche soldi al fine di sbloccare i pagamenti per le forniture di protesi e materiale sanitario. L’imprenditore avrebbe detto di più, chiarendo le modalità con cui riusciva, tramite la complicità di funzionari dell’Asl, a vincere appalti anche di grossa entità in cambio di regali o soldi. Ma Michele Laforgia, il legale di Frisullo, ha smentito l’indiscrezione sul suo assistito, il quale, secondo quanto l’avvocato ha fatto sapere, “non ha mai ricevuto alcuna convocazione nell’ambito delle indagini sulla sanità pugliese né a lui è stato mai contestato alcun reato”. “Sandro Frisullo – ha continuato – ha già dichiarato di non aver commesso alcun illecito e ha formalizzato a settembre la sua disponibilità a chiarire ogni aspetto dei suoi rapporti con Tarantini e della sua attività politica ed istituzionale con una apposita istanza depositata presso la Procura di Bari”.

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