Salento Energia, rimonta la protesta dei lavoratori

GUARDA IL VIDEO. Nuovo sit-in davanti a palazzo Adorno per i lavoratori della società. La richiesta: “Il servizio passi a una delle società partecipate della Provincia”. Gabellone: “Un tavolo tecnico valuterà le possibili soluzioni”

In mattinata i lavoratori della Salento Energia hanno dato vita ad un sit-in dinanzi alla sede di Palazzo Adorno della Provincia di Lecce. Una rappresentanza è stata subito ricevuta dal governatore provinciale Antonio Gabellone, chiamato ora a decidere la sorte lavorativa dei 67 dipendenti della società pubblica per i quali si paventa un lungo periodo di mobilità ed il rischio di ritrovarsi senza occupazione. Le richieste le spiega Luigi, addetto Area tecnica della Salento Energia: Nel corso dell'incontro, il presidente Gabellone ha assicurato ai lavoratori che ci sono le risorse per il pagamento del mese di dicembre. Quanto al futuro della società, non si è sbilanciato: “Un tavolo tecnico vaglierà tutte le possibili soluzioni nei prossimi giorni”, ha detto. Sulla questione intervengono anche il Gruppo consiliare del PD ed il Gruppo Misto. Nel ribadire la totale solidarietà agli ex lavoratori di Salento Energia, ancora in agitazione, rilanciano la necessità di un confronto per contribuire a risolvere questo delicato problema occupazionale. “Prendiamo atto che, ad oggi, ci sono state solo sterili promesse che non sostituiscono il pagamento dello stipendi arretrati né tranquillizzano i lavoratori sul proprio futuro occupazionale”, scrivono in una nota ufficiale i consiglieri Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Sergio Blasi, Gabriele Caputo e Loredana Capone. Poi ribadiscono la necessità che “il servizio di verifica degli impianti termici, che nel biennio appena trascorso ha garantito oltre tre milioni di euro derivanti dalle autodichiarazioni, deve essere svolto dal pubblico, anche per evitare equivoci ed incomprensioni con i cittadini, che hanno caratterizzato la fase precedente di svolgimento del servizio con il privato”. “Torniamo a richiedere la convocazione urgente della Commissione consiliare competente per discutere della questione, al momento, dopo oltre una settimana non ancora convocata – concludono – intanto i lavoratori “aspettano” che la maggioranza di centrodestra, assumendosi la responsabilità di governo che le compete, passi dalle parola ai fatti”.

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