Appello del Sen. Maritati a favore di Boccia

Francesco Boccia è un uomo che ha acquisito, nel corso di lunghi anni, esperienze certamente superiori alla media nel settore della pubblica amministrazione

La scelta tra Vendola e Boccia, nella primarie che affronteremo domenica 24, deve avvenire senza perdere di vista l’obiettivo che il PD vuole raggiungere con tale strumento democratico: la necessaria unità di tutte le forze progressiste per continuare a governare la Regione Puglia. Il Partito Democratico non ha mai osteggiato le primarie ma le ha faticosamente preparate per consentire che, dall’esito delle stesse, possa derivare una più salda aggregazione invece che una spaccatura nel Partito o nella coalizione. Questa scelta, che oggi si impone, dovrà essere assunta da ognuno di noi, sulla base di un ragionamento e di una valutazione, senza condizionamenti emotivi! Francesco Boccia è un uomo che ha acquisito, nel corso di lunghi anni, esperienze certamente superiori alla media nel settore della pubblica amministrazione, dei problemi connessi alla economie e finanza, anche a livello internazionale, e con una esperienza non comune anche nel settore di partito. La sua eventuale e possibile guida della prossima giunta regionale, costituirebbe quindi una garanzia per la realizzazione compiuta del nostro programma e per l'intera Regione Puglia. Inoltre, Boccia non è un candidato “calato dall'alto” bensì il candidato che il PD ha indicato a seguito di una lunga e democratica consultazione interna al Partito. Ragionevoli previsioni dicono che la sua sconfitta potrebbe di conseguenza portare anche alla sconfitta del centro sinistra, nella decisiva prossima elezione per il rinnovo del consiglio regionale. Vendola è stato un buon Presidente perché, unitamente alle forze politiche che lo hanno sostenuto e coadiuvato lungo il percorso della legislatura, ha inciso su settori rilevanti della vita della nostra Regione: assetto del territorio, politiche giovanili, sociali, economiche ed industriali. Non tutto può essere fatto nell’arco dell’intervallo di tempo dei cinque anni e, pertanto, anche ciò che è stato sinora iniziato ma non portato compiutamente a termine -penso alla Sanità- deve comunque rappresentare un punto qualificante e prioritario del nostro impegno per la prossima esperienza di governo. Vendola è sempre stato considerato come una delle migliori risorse della coalizione anche dal nostro Partito. E tuttavia, nel corso di questi cinque anni, il quadro politico complessivo si è radicalmente modificato, al punto che la vecchia coalizione di centrosinistra ha perso pezzi non secondari di elettorato; ed è stato indispensabile definire un nuovo quadro di alleanze con il centro democratico, in particolare con l’UDC. La Puglia, in questo senso, ha rappresentato e continua a rappresentare un autentico “laboratorio” all’interno del quale si tenta di far maturare un’alleanza di prospettive nazionali, da contrapporre al fronte del centrodestra, oggi al governo del Paese. Le tante amministrazioni locali, tra tutte le Provincie di Brindisi e Taranto, i Comuni di Foggia e Bari, sono la testimonianza concreta della validità di questo progetto politico di ampio respiro. Non da ultimo, Nichi Vendola, da persona attenta all’evoluzione delle dinamiche politiche complessive, operò, in tempi non sospetti, un allargamento “al centro” della sua Giunta, inserendo un assessore dell’UDC, in occasione dell’ultima rimodulazione. Quella scelta, fatta in solitudine più che in autonomia, anticipò le future determinazioni che il Partito Democratico adottò in fase di rinnovo degli organismi dirigenti e della Segreteria Nazionale. È chiaro, quindi, che non esiste verso il Presidente Vendola nessuna discriminante e che, più semplicemente, occorre precostituire, in modo responsabile, le condizioni per vincere in Puglia oggi, ed in Italia nel prossimo futuro! Se, pertanto, l’UDC chiede un mutamento della rappresentanze per offrire un segnale di “novità” e per consentire una totale adesione del suo, non trascurabile, elettorato senza entrare in contrasto sui nostri contenuti programmatici, ciò non può e non deve essere contrabbandato come discriminazione contro Nichi Vendola né, tanto meno, cambio di rotta rispetto ai nostri programmi e valori! Ribadisco il mio convincimento per cui una forte sensibilità democratica, quando siano in gioco i valori e gli interessi collettivi, deve comportare la capacità dei singoli di porsi, se necessario, “a lato”, sacrificando le pur legittime aspirazioni personali. Ora questa decisione è delegata agli elettori! La scelta, quindi, tra Boccia e Vendola non potrà ridursi alla preferenza tra due persone, peraltro entrambe capaci e degne di rivestire la carica di Presidente, ma tra un nuovo progetto politico solido, che potrà consentire il mantenimento del governo della Regione Puglia, ed una nuova e più difficile avventura fondata sulla mitizzazione della dimensione del “singolo” che rischia di farci riconsegnare la Regione alle forze di destra che stanno portando il Paese alla deriva. La prima ipotesi è connaturata alla candidatura di Boccia che, pertanto, ha il mio pieno sostegno. È comunque indispensabile che la competizione di domenica si svolga nella consapevolezza di poter scegliere tra due validi e rispettabili esponenti democratici, i quali entrambi, l’uno affianco all’altro si misureranno, a partire da lunedì prossimo, nella decisiva prova elettorale contro l’avversario di centrodestra.

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