In Provincia per trovare soluzioni alla crisi del Tac

Si discuterà soprattutto della crisi Adelchi ma anche dell'intero Tac salentino al vertice convocato per le 11 di oggi in Provincia. Al tavolo i rappresentanti del governo e la deputazione parlamentare salentina

La questione più urgente è quella relativa alla crisi Adelchi, con 600 lavoratori che entro i primi cinque mesi del 2010 esauriranno la cassa integrazione straordinaria e si ritroveranno in mobilità, preludio della disoccupazione. Ma nel vertice previsto stamattina in Provincia (ore 11) non si discuterà solo di Adelchi. Al centro del dibattito sarà l’intero settore del Tac che, dopo aver perso un totale di 11mila lavoratori, non riesce a contenere i danni della crisi che l’ha travolto. Al tavolo convocato da Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, siederanno Raffaele Fitto, ministro degli Affari Regionali, Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, Mario Tafaro, prefetto di Lecce, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, i senatori Adriana Poli Bortone, Cosimo Gallo, Rosario Giorgio Costa, Simonetta Licastro Scardino, Alberto Maritati, i deputati Vincenzo Barba, Teresa Bellanova, Luigi Lazzari, Ugo Lisi, Lorenzo Ria, Salvatore Ruggeri, ed inoltre Piero Montinari, presidente di Confindustria Lecce ed i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Cisal ed Ugl. “Tra le emergenze a cui trovare soluzione non c’è solo la situazione di Adelchi – precisa Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce -; col fiato sospeso sono tutti i 5mila lavoratori del Tac: c’è Filanto, c’è Romano”. Nel corso dell’incontro di oggi i sindacati chiederanno dunque interventi che risollevino l’intero comparto, partendo dal ripristino dell’accordo di programma del 2008. “I 20 milioni del Governo non ci sono più – spiega Giannetto – ma ci sono i 20 milioni della Regione. Bisogna attivarsi per far partire i progetti che darebbero posto a 120 persone. Chiederemo al Governo che nessun posto vada perduto e chiederemo la garanzia di ammortizzatori sociali fino a quando tutti i lavoratori non saranno stati riconvertiti o ricollocati”.

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