Discarica ad Acquarica. Il no dei comitati civici

Il Consiglio comunale di Acquarica si riunirà alle 19 di oggi per autorizzare un impianto per la raccolta di rifiuti speciali non pericolosi e di un deposito preliminare di rifiuti speciali pericolosi. La raccolta firme organizzata dai cittadini

I comitati civici “Burgesi pulita”, “Io conto”, “Burgesi noscia” si ritroveranno a partire dalle ore 18 di oggi presso Palazzo Villani ad Acquarica del Capo, per raccogliere le firme di tutti coloro che vogliano esprimere il proprio dissenso alla realizzazione di nuove discariche. Alle ore 19, infatti, il Consiglio comunale di Acquarica si riunirà per autorizzare la realizzazione di “un impianto per la raccolta e il recupero di rifiuti speciali non pericolosi e un deposito preliminare di rifiuti speciali pericolosi” nella cave che si trovano in contrada Galìa, a pochissime centinaia di metri dal centro abitato. L'impianto si pone l'obiettivo di ricevere i rifiuti prodotti nella provincia di Lecce, pari a circa 650mila tonnellate all'anno, 35mila delle quali di rifiuti speciali pericolosi, con la prospettiva già prefigurata nel progetto che la quantità di rifiuti possa crescere tenendo conto delle esigenze di mercato. L'ufficio tecnico del Comune ha espresso parere favorevole al progetto in data 5 dicembre 2008. “Ci sono almeno tre buoni motivi per mobilitarsi contro la possibilità che una nuova discarica per rifiuti tossici e pericolosi possa sorgere ad Acquarica del Capo, nel Basso Salento – dicono dal comitato “Io conto” -. Primo motivo, la mancanza di democrazia. Non è più accettabile che un Comune di appena 6mila abitanti prenda decisioni così importanti e pericolose. Secondo motivo, la bellezza del paesaggio da proteggere per meglio goderne. Le cave in località Galìa – spiegano – sono una delle località più belle che si possano incontrare a pochi passi dal centro del paese, oltre 250mila metri quadrati di cave scavate a mano per una profondità di oltre sette metri. Terzo motivo, un territorio martoriato in attesa di una vera bonifica e di giustizia. La porzione del Basso Salento che include i comuni di Acquarica, Presicce, Taurisano, Ugento, è letteralmente violentata da oltre vent’anni dalla discarica Burgesi, la cui storia infame oramai conoscono tutti: nata abusiva (unico esempio in tutt’Italia) – continuano -, gestita fuori ogni regola, ha addirittura ricevuto illegalmente parte di 400 bidoni di rifiuti tossici, compreso il pericolosissimo pcb. La tanto attesa bonifica di Burgesi non è mai avvenuta, anzi è successo di peggio: i 3 milioni di euro giunti dalla Regione Puglia sono stati illegalmente usati per una bonifica molto parziale con il risultato che il pcb è ancora in questo territorio”.

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