Castro si rialza dopo i crolli

Anche le attività commerciali, seppur tra i disagi, hanno cominciato a prender fiato; ma a Castro Marina non tutto è risolto

A quasi un anno dal crollo di piazza Dante, alcuni interventi importanti sono stati avviati: la riapertura delle strade al traffico veicolare, la riduzione della zona sottoposta a sequestro penale e la relativa maggiore fruibilità pubblica della piazzetta, la progettazione per la messa in sicurezza di tutta l’area interessata. Anche le attività commerciali presenti, seppur con tutti i disagi del caso, hanno cominciato nuovamente a prender fiato; ma a Castro Marina restano ancora irrisolte alcune questioni, quelle che possono definirsi gli “strascichi da post-crollo”. L’altro giorno si è riunito in seduta straordinaria un Consiglio comunale per approvare le direttive relative alla perimetrazione delle residenze estive e ai locali commerciali crollati e il sindaco Luigi Carrozzo ha dato notizia dell’accordo raggiunto con i proprietari delle case riunitisi in un consorzio “Recupero di Castro marina” allo scopo di presentare un progetto esecutivo di messa in sicurezza dell’area coinvolta (con un Piano di comparto degli immobili crollati) entro fine mese. Ma le conseguenze della calamità si notano distinte lontano un miglio, con l’effetto di un pugno nell’occhio e le rovine della piazzetta fanno lugubre sfoggio da quel fatidico primo pomeriggio del 31 gennaio scorso, quando il cuore della “Perla del Salento” smetteva improvvisamente di pulsare, proprio nell’attimo in cui l’immagine di quei luoghi veniva perduta (forse) per sempre. E a quel fragore sordo e polveroso facevano subito eco i lenti rintocchi sempre più soffocanti e dolorosi al petto dei proprietari colpiti dal crollo di quelle case e di quei negozi, di quella gente che nello spazio di un battibaleno vedeva svanire non solo interi capitali, ma affetti, il vociare dei ricordi, i progetti e il lavoro di una vita. A quanto pare, però, tutto questo non è bastato; come spesso capita, oltre al danno per qualcuno si propone irridente anche la “beffa”. È il caso del signor Antonio Silvano Lazzari, che nel disastro di piazza Dante ha perso alcuni locali ipogei appartenenti alla madre e che si affacciavano sulla scaletta “Rampa Italia”: “Non soltanto io e la mia famiglia siamo stati investiti da questa improvvisa sciagura – si sfoga Lazzari – ma oggi, anche in questo periodo di profonda crisi economica, siamo costretti a sborsare notevoli somme di denaro insieme con gli altri sventurati per garantire la sicurezza sull’intero compendio immobiliare che domina piazza Dante, anche per permettere ai periti incaricati dalla Procura di Lecce di effettuare le indagini tecniche sulle cause del crollo”. Infatti, si parla di una spesa iniziale per la messa in sicurezza dell’intera struttura che oscilla tra i 150mila e i 170mila euro. Ma lo sconforto di Lazzari, compreso da tanti suoi concittadini, si fa ancor più nero: “Purtroppo, in questa situazione già di per sé gravissima sono costretto a difendermi anche in sede giudiziaria, sopportando ulteriori ed impreviste spese, per resistere alla volontà del Comune che ha deciso di piazzarmi un chiosco-bar proprio a pochi centimetri da casa. Per questo, non solo ho perso mio malgrado alcuni locali, non solo dovrò privare la mia famiglia di migliaia di euro che serviranno alla messa in sicurezza di quanto è rimasto in piedi dopo il crollo, senza peraltro essere sicuro di riavere ciò che avevo, ma devo anche contrastare davanti ai giudici scelte unilaterali dell’amministrazione comunale”. In particolare, Lazzari si riferisce alla nuova allocazione degli esercizi commerciali, che un tempo erano al pian terreno del palazzotto crollato; a seguito della disgrazia, infatti, il Comune di Castro, guidato dal sindaco Carrozzo, ha provveduto a dare una sistemazione provvisoria, concedendo suolo pubblico ai bar ridotti in macerie per garantire il lavoro ma anche una certa continuità dell’offerta commerciale, soprattutto in vista della stagione balneare. Ma la scelta di posizionare un chiosco sui “Giardini di via Panoramica”, proprio a ridosso dell’abitazione di Antonio Silvano Lazzari, sembra essere stata poco felice: “In presenza di altro spazio pubblico disponibile da concedere alla titolare del Bar Delizia – continua Lazzari – non riesco a comprendere come mai siano venuti quasi dentro casa mia. Non bastavano, forse, i danni che ho già avuto e che purtroppo devo sopportare”? Intanto, una situazione dettata dalla emergenza pare non essere poi così tanto provvisoria: è certo, infatti, che fino alla metà della prossima primavera non si darà neanche avvio ai lavori per il consolidamento strutturale degli immobili crollati e per la marina di Castro i tempi per ritornare alla normalità appaiono davvero lunghi.

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