Campi Salentina: la capitale del libro

Città del libro 2009, quattro giorni dedicati agli autori e agli editori

Si è aperta l'edizione 2009 della Città del libro. Ospite d'eccezione Giampiero Mughini

Si è aperta a Campi Salentina la XV edizione della Città del libro, rassegna nazionale degli autori e degli editori. Quattro giorni dedicati ai libri e ai molteplici punti di vista degli stessi, attraverso cioè l’occhio degli autori, degli editori e dei lettori. Una kermesse cultural-libraria che si propone di rilanciare la figura del libro anche nei percorsi evolutivi e nell’incontro con le nuove tecnologie. Non è un caso, infatti, se il tema dominante di questa edizione sia: “Herr Gutenberg e Mr. Google, dove va il libro..”. Gran mattatore di questa prima giornata di incontri e presentazioni, è stato Giampiero Mughini, una delle figure più eclettiche del panorama culturale italiano. Giornalista, scrittore e opinionista, Mughini ha lavorato ai quotidiani Paese Sera e Reporter; è stato tra i fondatori de Il Manifesto e direttore di Lotta Continua. Ha collaborato anche con L’Europeo, Panorama, Il Foglio e Il Giornale. Numerosa anche la sua attività di scrittore, mentre gran parte della fama presso il pubblico televisivo è dovuta al ruolo di opinionista calcistico per il talk-show televisivo Controcampo. Nella Città del libro il vivace intellettuale di origine catanese ha presentato la sua ultima opera: “La collezione. Una bibliofolle racconta i più bei libri italiani del Novecento”. Mughini, cosa fa di lei un bibliofilo o meglio un biblofolle? “Non amo il termine bibliofilo, poiché spesso descrive chi ama comprare libri ma non necessariamente leggerli. Il mio più che un amore è una vera passione per il libro, visto come feticcio e virtù. È il piacere che ti da l’odore della carta vecchia, quasi come accarezzare il corpo di una donna. Ho provato inoltre a descrivere la delizia che si prova ad avere tra le mani la prima edizione, datata 1916, de “Il porto sepolto” di Ungaretti. I libri, come le persone, non sono tutti uguali: hanno storie e significati unici”. Nell’era di Internet e del mondo digitale, qual è secondo lei il futuro del libro cartaceo? “Non credo che, per la concezione stessa di libro, la carta potrà mai scomparire. Può darsi che fra un certo numero di anni divenga un qualcosa di nicchia, riservata a pochi appassionati, ma sopravvivrà sempre. Del resto la storia del libro e della cultura è fatta di lotte per la sopravvivenza”. Baricco nel suo saggio “I Barbari” descrive l’era digitale come una normale evoluzione del sapere, sempre che la si utilizzi come strumento complementare di arricchimento e non come scorciatoia. E’ d’accordo? “E’ ovvio che tra un riassunto di cinque righe ed un opera di trecento vi è una netta differenza. Guardi, è come conoscere solo cento parole. Non bisogna poi stupirsi del ruolo che si ricopre nella società, dal lavoro alla vita sociale”. Lei ha citato spesso “il Gattopardo” come opera fondamentale della storia del Novecento. Vorrei che mi commentasse questo passo: “La mia è una generazione infelice, a cavallo tra due mondi e a disagio in tutti e due”… “Così è stato e sempre sarà, per chi si ferma da analizzare ciò che è stato e ciò che sarà. Pensi a com’è cambiato il mondo dopo l’undici settembre. Libro e sport sono per lei un giusto connubio? “Dallo sport ho imparato tanto e continuo ad amarlo. Se penso a grandi interpreti come Gianni Brera e Giovanni Arpino è giusto parlare di letteratura sportiva. Difficile però trovare interpreti simili al giorno d’oggi”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!