Lirica a Lecce: Requiem per Verdi

Lecce. L’opera è stata eseguita nel Duomo per l’apertura della Stagione lirica. Nel 200esimo anniversario della nascita di Verdi. E nel giorno della sua morte

di Fernando Greco (nella foto in alto: John Neschling, direttore dell'orchestra) LECCE – Tante coincidenze favorevoli e sapientemente architettate hanno reso indimenticabile la serata del 27 gennaio, durante la quale la celebre “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi (1813 – 1901) è stata eseguita in Duomo per l’apertura della 44° Stagione Lirica della Provincia di Lecce.

Sergio Rendine

Sergio Rendine Al maestro Sergio Rendine, compositore di fama internazionale nonché attuale Direttore Artistico della Stagione, va attribuito il merito non soltanto di aver voluto inaugurare il nuovo Cartellone con Verdi nella ricorrenza del 200° anniversario della sua nascita, ma soprattutto di aver fatto eseguire il suo “Requiem” nel giorno dell’anniversario della sua morte, sopraggiunta il 27 gennaio 1901. Così il titolo verdiano, scritto originariamente in memoria di Alessandro Manzoni, è diventato a Lecce un Requiem per il suo stesso autore, quale estremo segno di rispetto e venerazione nei confronti dell’immortale musicista italiano. In più, la serata leccese ha coinciso con la “Giornata della Memoria”, per cui con il “Requiem” verdiano si è inteso commemorare anche le vittime dell’olocausto nazista.

requiem

L'orchestra durante l'esecuzione // Un dramma tutto umano Pur rispettando le varie sezioni della liturgia cattolica, il “laico” Giuseppe Verdi non trasfonde nel suo Requiem il consolatorio senso del riposo eterno, ma piuttosto la paura della morte, lo smarrimento dell’individuo davanti al baratro, l’attesa del giudizio universale, sentimenti vivi e palpitanti che la preghiera stempera progressivamente sotto il velo della speranza. Nel finale, l’accorata preghiera “Libera me, Domine” intonata dal soprano si spegne lentamente nello stesso vuoto iniziale, in cui però si intravede un barlume di speranza che illumina la partitura con il cambio di tono da minore a maggiore. In altre parole, il “Requiem” verdiano parla di vivi e non di morti: non diversamente dalle opere scritte per il teatro, quella stessa “parola scenica” qui rappresenta allo stesso modo un dramma tutto umano e carnale.

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Il coro // Uno staff vincente Gli esecutori hanno dato il meglio di sé a cominciare dall’Orchestra Tito Schipa, diretta per l’occasione dal brasiliano John Neschling, musicista di chiara notorietà, che ha fatto emergere tutti i colori della ricca partitura, sottolineando con particolare concitazione i momenti più drammatici, quali il celeberrimo “Dies irae”. Il Coro Lirico di Lecce, affiancato per l’occasione dal Coro Filarmonico Bulgaro, ha fornito una prova magistrale, ottimamente istruito da Emanuela Di Pietro, facendosi ammirare sia per l’imponente potenza vocale sia per la precisione con cui sono stati affrontati i momenti più scopertamente contrappuntistici, come l’evanescente fugato del “Sanctus”. Sontuose le voci delle due soliste, in primis quella calda e passionale del mezzosoprano Elisabetta Fiorillo, di ritorno a Lecce dopo la fastosa “Gioconda” dell’anno scorso. Il soprano Susanna Branchini, avvezza al repertorio drammatico (Tosca, Macbeth, Santuzza), ha affrontato il “Requiem” con pari vigore, perdendo un po’ di volume e di efficacia nelle note gravi.

Susanna Branchini

Susanna Branchini Prova eccellente per il tenore Francesco Zingariello che, dopo aver affrontato l’”Ingemisco” con caldo lirismo, ha trovato accenti insolitamente madreperlacei per una delicata e commovente esecuzione di “Hostias”. Timbro possente con inflessioni talora orcheggianti per il basso Bjarni Kristinsson.

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Francesco Zingariello e Bjarni Kristinsson con John Neschling // Il pubblico A parte l’isolato squillo di un maledetto telefono cellulare, l’evento è stato seguito in religioso silenzio da un affollatissimo parterre che annoverava tra gli altri l’arcivescovo Domenico D’Ambrosio, il prefetto Giuliana Perrotta, il presidente della Provincia Antonio Gabellone, la vicepresidente Simona Manca, il presidente della Corte d’Appello Mario Buffa, nonché la signora Katia Ricciarelli, già amata Direttrice Artistica della nostra Stagione Lirica.

Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli Dato il grande afflusso di spettatori, ci si sarebbe aspettati una maggiore confusione e un maggiore affollamento, problemi evitati grazie all’ordinatissima gestione dell’ingresso e dei posti a sedere, fatto per cui è d’obbligo una menzione di merito agli organizzatori.

requiem pubblico

Il pubblico

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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