Fasano lascia il Pd

Flavio Fasano, ex sindaco di Gallipoli ed ex assessore provinciale, ha abbandonato il Pd dopo il terremoto che l'ha travolto nei giorni scorsi. “Non mi candido alle Regionali se creo imbarazzo al partito”

Flavio Fasano dice addio al Pd. La decisione è maturata nel corso dell’ultima settimana che l’ha visto al centro di una vera e propria bufera: dalle intercettazioni di sue conversazioni telefoniche con Rosario Padovano, fratello del boss della Scu “Nino bomba” e mandante del suo omicidio, al sequestro da parte dei Ros per conto dell’Antimafia di documenti relativi all’attività dell’assessorato ai Lavori pubblici che fino ad otto mesi fa era nelle sue mani. Lascia, Fasano, “per tenere il Pd al riparo dagli schizzi di fango che colpiscono la mia persona”; ed ancora: “perché i toni di una vicenda, finora solo mediatica, sono diventati politici”. E ribadisce di non aver mai agito in modo incline al malaffare né nelle vesti di politico, né di professionista, né di uomo. La comunicazione delle sue dimissioni è arrivata ai vertici per mezzo di una lettera che Fasano ha scritto ed inviato ieri mattina. Inviato, per la precisione, solo a Michele Emiliano, presidente regionale del Pd, ed a Sergio Blasi, segretario regionale; ignorando polemicamente la federazione di Lecce: in Provincia, la lettera è infatti stata recapitata per conoscenza solo a Cosimo Durante e Sergio Martina, coordinatori provinciali di “Area Democratica”, e a Guglielmo Minervini, leader in Puglia dei franceschiniani. Ma non a Salvatore Capone, segretario provinciale del Pd, al quale Fasano rimprovera un “gelo” nei suoi confronti. “Non mi candido alle Regionali – scrive l’ex assessore – se creo imbarazzo al partito”. Nei prossimi giorni probabilmente si saprà se si tratta di un addio definitivo alla politica.

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