Nuove chiazze nel mare di Castro

La loro natura è dubbia; c’è chi tranquillizza e chi invece le fa dipendere da uno sversamento illecito di liquami. I cittadini già hanno costituito in gruppo su Facebook

Giungono altre segnalazioni di “chiazza bianca” in alcune zone del mare di Castro. Ieri pomeriggio, verso le ore 16, chi passeggiava dalle parti del area portuale, poteva scorgere lungo la fascia d’acqua che va da punta “Mucurune” fino a punta “Correnti” delle venature di schiuma distribuite in modo irregolare sulla superficie. Il fenomeno non è nuovo visto che già domenica scorsa un cittadino aveva fotografato lo stesso fatto, che ha scatenato una dura reazione del sindaco Luigi Carrozzo e creato una diversità di opinioni tra quanti credono (come lo speleologo-sub Ninì Ciccarese) ad un evento del tutto “naturale e ciclico” e altri invece che si spingono oltre avanzando varie tesi cosiddette “antropiche”. Intanto un gruppo di cittadini, costituitosi su facebook col nome “Sos mare Salento”, annuncia che nei prossimi giorni investirà le autorità competenti per la “salvaguardia e la tutela del mare salentino”. Secondo Luigi Russo del Centro Servizi Volontariato Salento i motivi possono essere essenzialmente due: “A generare tutto ciò potrebbero essere state innanzitutto le piogge copiose dell’ultima settimana, ma soprattutto il vizio illegale di molte famiglie salentine che consiste nel far defluire l’acqua di scolo dei cortili e delle terrazze nei pozzetti neri privati e da qui alla canalizzazione della fogna nera pubblica. A causa di ciò accade che i vari depuratori trasbordano perché non riescono a sostenere questa massa esorbitante di liquami. Un’altra ragione – continua Russo – potrebbe essere il comportamento furbesco di qualcuno che approfitta della pioggia per scaricare in mare i liquami, come accaduto in passato (e già denunciato alle autorità), con alcuni camion autospurgo intenti a sversare nei canali naturali il proprio contenuto”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!